Scuole riaperte a Macomer dopo oltre un mese di dad – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Quello di ieri è stato un po’ per tutti come il primo giorno. Dopo un mese di didattica a distanza, gli studenti di Macomer sono tornati in classe. Al 75% negli istituti superiori e al 100% in quelli secondari di primo grado e nelle primarie. E se ad attendere i piccoli della scuola dell’infanzia ci sono stati giochi e attività all’aria aperta, gli alunni delle terze medie hanno trovato ad aspettarli i test Invalsi.

«Tre le materie di riferimento – spiega Antonina Caradonna, dirigente dell’Istituto comprensivo Binna-Dalmasso –: italiano, matematica e lingua straniera. A dire il vero, anche le seconde e le quinte elementari hanno dovuto cimentarsi con queste prove, sebbene in modo differente. Per loro non era previsto l’uso del computer. Le risposte sono state scritte su foglio cartaceo. E ancora – sottolinea la preside –, niente inglese o francese per i bambini più piccoli». Fatte le dovute distinzioni, tutti al lavoro per testare la preparazione individuale dopo lo stop forzato di quattro settimane imposto dalla prima delle tre ordinanze comunali datata 6 aprile.

«Quest’anno, rispetto a quello passato – precisa Antonina Caradonna –, siamo riusciti ad assicurare una continuità ai nostri alunni grazie alle lezioni frontali. Poi il drastico incremento del numero dei soggetti positivi al Covid in città, ha costretto il sindaco a imboccare la strada della prudenza e quindi a chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nonostante ciò, il programma scolastico è andato avanti. Sebbene da remoto». Durante il lungo periodo di didattica a distanza, alunni e professori hanno continuato a svolgere le attività. Certo, non è stato semplice districarsi tra videolezioni, interrogazioni e simulazioni da pc. A parte il visibile calo dell’attenzione, che ha interessato soprattutto i bambini, si sono dovuti fare i conti con gli oramai noti problemi di connessione. «Proprio perché consapevoli di questo – racconta la dirigente –, durante le prove Invalsi in programma nella giornata di ieri, abbiamo preferito suddividere i nostri ragazzi in gruppi, facendoli lavorare in orari differenti. Nel caso contrario sarebbe stato impossibile effettuare contemporaneamente i listening e i reading di lingua inglese. La rete non avrebbe potuto sostenere un tale carico». Le esercitazioni saranno utili anche in vista dell’esame di terza media che sarà più difficile rispetto al 2020. «Per certi versi, può essere paragonabile a quello della 5ª superiore – sottolinea Caradonna –. Il colloquio orale verterà sull’analisi di un elaborato scelto dal candidato, poi si proseguirà con la verifica sulle altre materie. Il conto alla rovescia è cominciato. Partiremo il 15 giugno».

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