Scuole in rovina, l’ira degli alunni – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. Tanti gli studenti delle scuole superiori di Siniscola che ieri mattina hanno aderito alla manifestazione promossa dai rappresentanti d’istituto per evidenziare le precarie condizioni strutturali in cui versano i plessi scolastici di Lupareddu, dove frequentano le lezioni gli iscritti al liceo e nautico, e quello di Duai dove fanno lezione centinaia di studenti del tecnico commerciale e alberghiero, e ancora della scuola agraria ubicata nelle campagne tra Siniscola e La Caletta. Gli studenti si sono dati appuntamento in piazza 4 novembre per spostarsi poi al centro della cittadina per portare avanti una protesta tesa a evidenziare le tante problematiche che investono le tre sedi scolastiche.

In primo piano, l’accesso alla scuola agraria che da sempre avviene attraverso una piazzola adiacente la strada provinciale numero 3. Con qualsiasi condizione meteorologica, gli studenti devono scendere dal pullman o dalle auto dei genitori in un punto molto pericoloso a pochi metri dalle auto che sfrecciano ad alta velocità e senza nemmeno una pensilina per ripararsi. Ma a sentire i rappresentanti d’istituto, Gabriele Chelo e Davide Caredda del Pira, Gabriel Flores e Giovanna Carrone del tecnico, oltre al problema dell’agrario, ci sono da evidenziare danni strutturali in alcune aule e una strada sconnessa per accedere al complesso scolastico di Lupareddu che ospita il Michelangelo Pira, e varie problematiche anche al tecnico Oggiano (soprattutto riguardanti gli accessi e la viabilità esterna). «Da tempo abbiamo segnalato questi problemi e ora vogliamo che la nostra voce arrivi alle istituzioni», dicono gli studenti che con striscioni e slogan hanno espresso i loro malumori. «Danni strutturali, pareti annerite dalla muffa muri e acqua nelle classi quando piove, intonaci che si staccano, una strada disastrata per accedere al liceo Pira e un’altra pericolosissima per chi frequenta l’agrario con la mancanza di una fermata sicura dell’autobus».

Questi gli argomenti principali della protesta che ha chiamato in causa anche il sindaco Gianluigi Farris. «Per quanto riguarda le condizioni degli edifici scolastici, ribadisco che la competenza è della Provincia», dice il primo cittadino baroniese. «Noi come amministrazione comunale, ci stiamo invece impegnando per mettere in sicurezza le strade di accesso agli istituti. In particolare – precisa il sindaco – esattamente un anno fa, abbiamo approvato in giunta il progetto esecutivo per i lavori di urbanizzazione di Lupareddu (la strada che consente di accedere all’istituto Michelangelo Pira) con uUna delibera che tiene conto delle procedure di esproprio dei terreni necessari a realizzare la viabilità per il quartiere e per la scuola. Si tratta di un intervento che, grazie a 350 mila euro ottenuti attraverso un mutuo acceso con la cassa depositi e prestiti, permetterà di completare i lavori di urbanizzazione del rione Lupareddu. L’intervento è stato quindi inserito nell’elenco triennale delle opere pubbliche e andrà presto in appalto. Siamo intervenuti più volte per rimuovere i rifiuti nei marciapiedi adiacenti l’istituto tecnico Oggiano in via Pietro Micca mentre per quanto riguarda la fermata autobus davanti alla scuola agraria, in passato abbiamo più volte sollecitato la provincia ad un intervento di messa in sicurezza», conclude Farris.

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