Scorie nucleari in Sardegna, la politica sarda si oppone: “Il popolo sardo è contrario”

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Politica sarda sugli scudi dopo la mappa pubblicata dal Governo sui 67 siti individuati per i depositi delle scorie nucleari che l’Italia deve ancora smaltire. 14 di questi sono in Sardegna, nelle province di Oristano e del Sud Sardegna.

Il coro di opposizione alla mappa CNAPI individuata dalla Sogin, è bipartisan.

«Il 97% dei sardi ha già detto no al deposito nazionale delle scorie radioattive nell’isola – ha commentato Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna -. Nessuno osi violare la volontà di un popolo, espressa democraticamente. Siamo pronti a dare battaglia dentro e fuori dal Palazzo contro un’ipotesi che respingiamo con sdegno perché non accettiamo l’idea che la nostra terra sia vista come la destinazione di qualsiasi scelta o carico scomodo da scaricare sulla collettività. Diciamo no alla pattumiera radioattiva non solo per tutto ciò che comporta in sé, ma anche perché tutto il mondo vedrebbe la nostra isola come una discarica e non come quel paradiso terrestre che è e che deve restare sia per chi ci vive, sia per chi la ama e la vede come meta turistica. Noi abbiamo un’idea diversa: la Sardegna deve diventare una sorta di arca di Noè d’Italia, dove mostrare al mondo e mettere al sicuro il meglio del nostro patrimonio naturalistico, paesaggistico, archeologico e culturale. Non c’è nessun consesso, nessuna conferenza di servizi, nessuna assemblea legittimata a sovvertire la volontà espressa dal popolo sardo. Il Governo sappia che ci opporremo a con tutte le nostre forze a decisioni antidemocratiche, ingiuste e inaccettabili».

«Apprendiamo che sarebbe prossima la pubblicazione della relazione tecnica predisposta dalla Sogin, per l’individuazione delle aree idonee allo smaltimento di scorie nucleari sul territorio nazionale – hanno osservato ieri sera Emanuele Cani, segretario regionale del Pd e Gianfranco Ganau, capogruppo Dem in Consiglio regionale -. In attesa dell’ufficializzazione e siano quindi pubblicati i risultati dello studio che potrebbe vedere la Sardegna come sede idonea, ribadiamo con forza la contrarietà ad accogliere il deposito di scorie nucleari sul nostro territorio regionale. Ancora una volta cogliamo l’occasione per ribadire, come già detto in più occasioni e in in tutte le sedi politiche ed amministrative, il principio della Sardegna come regione denuclearizzata. Per questo motivo invitiamo il Governo nazionale, qualora ci fosse solo l’idea di individuare la nostra regione come possibile sede, di scartare anche la più remota di queste ipotesi, rispettando l’unanime posizione più volte ribadita dall’intera popolazione Sarda. Naturalmente ribadiamo di essere pronti ad avviare una sera mobilitazione in difesa dei sardi e della Sardegna che ha già dato tanto al Paese in materia di servitù militari e non solo».

«Il nostro no a qualunque ipotesi veda coinvolta la Sardegna in questa direzione è netto e deciso – dichiarano i Progressisti in Consiglio regionale -. Lo abbiamo sempre detto, come cittadini sardi prima e come rappresentanti delle istituzioni poi, lo ribadiamo anche oggi che arriva l’ufficialità da parte del Governo su 14 zone nell’isola potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale. La Sardegna si presenta con caratteristiche ambientali uniche – sottolineano Francesco Agus, Laura Caddeo, Diego Loi, Maria Laura Orrù, Antonio Piu, Gianfranco Satta, Franco Stara e Massimo Zedda – e il nostro futuro in termini di sviluppo sono l’ambiente e la sua valorizzazione. Sarebbe un controsenso nella regione che paga il costo energetico più alto per imprese e famiglie ospitare depositi di scorie e l’economia turistica e agroalimentare sarebbe indebolita per il danno che nell’immaginario collettivo potrebbe scatenarsi: se il presidente della Regione e la sua Giunta avessero presentato un piano sullo sviluppo in questa direzione, a valere sui fondi europei, oggi saremmo più forti nella richiesta di escludere la Sardegna come deposito di scorie nucleari. Anche perché la carta utilizzata per edulcorare la questione sarà sempre la stessa: incentivi economici e prospettive di benessere. Non è l’idea che abbiamo per la crescita della nostra Isola».

«Anci Sardegna – scrive il Presidente Emiliano Deiana – apprende dalla stampa dell’individuazione, da parte del Governo, di 67 siti adatti per ospitare il Deposito Nazionale delle scorie e dei rifiuti radioattivi. Di questi 67 alcuni sono localizzati in Sardegna a cavallo fra le Province di Oristano e del Sud Sardegna. Al di là della singola localizzazione su cui si esprimeranno le singole amministrazioni e comunità giova ricordare che si tratta di un problema che investe l’intero territorio regionale e per il quale ANCI SARDEGNA ribadisce, coerentemente alla propria azione, la più assoluta contrarietà per ragioni di metodo e di merito».

«Invitiamo con la massima urgenza tutte le amministrazioni e la popolazione di tutti i suddetti comuni a fare una dichiarazione pubblica di totale indisponibilità ad accogliere le scorie nucleari – commentano gli indipendentisti di Liberu -. Invitiamo tutte le amministrazioni comunali della Sardegna ed il Consiglio regionale, ad inviare al governo italiano una comunicazione di totale indisponibilità della Sardegna ad ospitare le scorie nucleari, a qualsiasi condizione. Invitiamo tutto il popolo sardo alla mobilitazione per la difesa delle proprie decisioni, democraticamente espresse nei referendum sul nucleare del 2011 con oltre il 97% di contrarietà a qualsiasi ipotesi di stoccaggio in Sardegna. Nessuno, e per nessun motivo, può mettere in discussione una chiara decisione democratica del popolo sardo, perciò chiamiamo tutti i cittadini alla più strenua difesa della nostra democrazia, della nostra salute, della nostra amata terra».

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