Sardegna in zona arancione, Crisanti: “L’Isola penalizzata dal sistema a colori. Sforato solo l’Rt” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Un solo indicatore su 21 sforato, l’indice Rt passato da 0,89 a 1,08, e il declassamento automatico della Sardegna da zona bianca a zona arancione: non nasconde frustrazione e dispiacere il virologo Andrea Crisanti in un’intervista al giornale Open di Enrico Mentana.

«Abbiamo sforato di un solo indicatore che si riferisce a una settimana fa e che riguarda pochi casi di Covid – ha risposto il virologo alle domande di Fabio Giuffrida -. Intanto, ci ritroviamo in zona arancione a partire da domani 22 marzo. Questo non è altro che un campanello d’allarme affinché i cittadini capiscano che devono fare attenzione, che la zona bianca non è un dono dal cielo. Poi c’è la questione del sistema a colori che va certamente “rifinito”, altrimenti rischia di penalizzare chi fa più attività di sorveglianza, quindi più screening, come noi in Sardegna».

«Sono convinto – ha commentato Crisanti – che lo slittamento durerà pochissimo. Tra l’altro c’è la possibilità di fare una riclassificazione presentando un’istanza. Penso che la Sardegna la farà già la prossima settimana, non aspetteremo il 12 aprile».

«È normale che, se in un comune viene registrato un focolaio, si testano tutti e aumentano i positivi – spiega lo scienziato che ha collaborato con la Regione per la campagna di screening “Sardi e Sicuri” -. È naturale, dunque, che ci siano oscillazioni, per questo bisognerebbe introdurre un po’ di flessibilità nel sistema a colori che, di fatto, andrebbe “rifinito”. Bisognerebbe calcolare, ad esempio, la dinamica della settimana e non il totale dei casi».

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