Sardegna, 15 evasori totali e 4 milioni di ricavi nascosti al fisco scoperti dalla Guardia di Finanza – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Continua l’azione della Guardia di Finanza a contrasto dell’evasione fiscale, con lo specifico intento di individuare, in questo particolare periodo storico caratterizzato da un’emergenza sanitaria – che sta riverberando i suoi effetti negativi tanto in ambito sanitario quanto sul tessuto economico della società -, le fattispecie illecite più gravi e pericolose che minano seriamente l’integrità e l’equilibrio dei mercati e del sistema tributario.

L’opera delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari è quindi indirizzata a ricercare e reprimere le condotte illecite che si rivelano maggiormente lesive per il bilancio dello Stato e nuocciono all’economia sana tramite una concorrenza sleale ed aggressiva.

Un ruolo, quello dei Finanzieri, che, in questo specifico momento, si pone maggiormente al fianco dei cittadini, nell’intento di contribuire attivamente alla ripresa del Paese attraverso l’individuazione delle risorse sottratte indebitamente al Fisco, aggravando ulteriormente il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, nelle ultime settimane, i Finanzieri in servizio presso i diversi Reparti dislocati nell’intera provincia, hanno concluso svariati interventi sul territorio (Cagliari, Quartu S. Elena, Selargius, Sinnai, Villasor, Decimoputzu, Iglesias, Villasimius, Sarroch) nei confronti di numerose realtà commerciali, operanti in diversi campi: edilizia, commercio di prodotti per animali, coltivazione di piante, intermediazione di macchine agricole, vendita di prodotti cosmetici, turismo, giochi e scommesse, GDO, rottamai, trasporti.

Gli stessi hanno condotto alla constatazione di oltre 3.997.000 euro di ricavi non dichiarati al Fisco, oltre che all’emersione di 15 evasori totali: questi, per diverse annualità, non hanno presentato al Fisco le dovute dichiarazioni dei redditi, anomalia resa ancora più particolare dal fatto che gli stessi risultavano pienamente attivi nel proprio campo professionale di competenza con la realizzazione di specifici volumi di affari ed il sostenimento di costi di esercizio.

I soggetti verificati, frutto di una selezione conseguente a una indicizzazione secondo precisi canoni di pericolosità fiscale, sono stati scelti ad esito del collaudato sistema di incrocio delle risultanze della quotidiana attività di controllo del territorio con i dati e le informazioni agli atti dei Reparti e le evidenze emerse dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo. Un’attività meticolosa ed articolata, con la finalità di intercettare le forme di evasione fiscale più pericolose e maggiormente lesive degli interessi collettivi, intercettate e quantificate anche grazie a particolari strumenti operativi, tra i quali lo spesometro – un applicativo all’interno del quale confluiscono le fatture emesse dai vari operatori economici nei confronti dei rispettivi clienti – e le indagini finanziarie.

In un paio di occasioni le ispezioni hanno inoltre portato, da un lato, alla scoperta di 414.000 euro di fatture false (cui ha fatto seguito la segnalazione di un soggetto all’Autorità Giudiziaria) e, dall’altro, alla scoperta dell’irregolare emissione di assegni bancari per 650.000 euro.

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