Santu Predu rinasce con l’arte [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Ripartire da lì dove tutto sembrava perduto, utilizzando l’arte per dare sogni e speranze nel quartiere simbolo della città. Non un posto qualsiasi, ma il rione di Santu Predu, un tempo cuore vivace e dinamico a nord del capoluogo barbaricino, dove negli ultimi anni sta avvenendo una vera e propria rivoluzione. L’obiettivo è portare bellezza in una zona che paga lo scotto dello spopolamento, (il quartiere è perlopiù abitato da una popolazione anziana), al quale si aggiunge la crisi provocata da una pandemia globale il cui effetto più evidente è l’emarginazione sociale. Ma nonostante ciò San Pietro agisce e resiste: non si tratta semplicemente di creare un qualcosa ad arte. È qualcosa che ha a che fare con il senso di appartenenza ad una comunità e che vuol essere fonte di ispirazione per le giovani generazioni. Da qualche tempo il quartiere storico della scrittrice Nobel per la letteratura è mèta di giovani che lo hanno scelto come luogo in cui abitare e lavorare. Sono tante le start up nate tra i sentieri in ciottolato e numerose sono le iniziative: dalle mostre d’arte, alle rassegne cinematografiche fino allo sport sociale praticato all’aperto di fronte alla chiesa del Rosario. «Santu Predu è vivo più che mai –, raccontano Chiara Manca, curatore museale e ideatrice del museo Spazio Manca, e Maura Fancello responsabile di Casa Manconi, hub creativo di Sardegna Teatro, entrambi nel cuore di San Pietro –. Nonostante ci siano diverse case disabitate o in vendita, alcuni giovani hanno provato a puntare su cultura e creatività. È questo il caso dell’associazione culturale Tambéne che qualche mese fa ha colorato le mura del mulino Gallisai facendone cornice di un contest internazionale per illustratori, Casa Manconi, una casa storica, riaperta e abitata, foresteria e hub creativo di Sardegna Teatro, che al suo interno accoglie gli ospiti nazionali ed internazionali che popolano il Teatro Eliseo». Nei suoi già tre anni di attività ha dato vita al Language Garden, un laboratorio di lingua inglese, e oltre 30 manifestazioni ed eventi culturali. Sulla stessa via c’è anche Casa Rossi, un’altra abitazione, in cui hanno luogo presentazioni di libri, eventi e dibattiti. Per non palare della galleria d’arte Mancaspazio, che negli ultimi due anni ha realizzato a Santu Predu 30 mostre, richiamando oltre 150 artisti da ogni parte del mondo, con più di 600 opere esposte. Questa “piccola” galleria è stata selezionato dalla Fondazione Maxxi di Roma come uno dei più innovativi spazi espositivi indipendenti in tutta Europa. Nella biblioteca del Magazzino of Italian Art di New York ci sono proprio i suoi cataloghi, a disposizione di migliaia di lettori ogni giorno, direttamente da Santu Predu. E, nonostante l’incertezza del momento storico, due nuovi luoghi sono stati resi disponibili al pubblico nell’ultimo anno proprio a Santu Predu. Il primo, fresco di inaugurazione, è il MancaZZino, uno spazio espositivo in via Chironi 28. Il secondo è l’ufficio della StartUp nuorese We Are Shardana, in via Chironi 29. Purtroppo il Covid ne ha impedito l’inaugurazione, ma dietro quelle mura ci sono giovani, tra i 27 e i 35 anni, con idee innovative per la valorizzazione del patrimonio culturale, enogastronomico e artigianale della Sardegna. «È un quartiere vissuto a 360gradi, dove grazie al potere inclusivo dell’arte è possibile vivere momento di e scambio – precisano le due professioniste –. Tutto con un’attenzione maniacale per la salute pubblica e in particolare per quella degli anziani che popolano il quartiere». In questa vivacità di iniziative ed eventi non mancano i progetti per il futuro che vedranno il quartiere che ha dato i natali a Grazia Deledda animarsi all’insegna dell’arte e della creatività.

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