Santu Predu cade a piccoli pezzi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Se il tasso di pericolosità degli edifici dei centri storici italiani si suddividesse per fasce colorate, la parte più antica della vecchia Nuoro sarebbe da considerarsi zona rossa. Lo testimonia l’ennesimo crollo avvenuto nei giorni scorsi ancora una volta in via Chironi, ancora una volta da una vecchia casa abbandonata appartenuta a privati. Lo scenario è sempre lo stesso, il quartiere di San Pietro, dove è una porzione di intonaco crollata a causare il secondo transennamento con conseguente ennesimo blocco al traffico in poco meno di un mese nella stessa arteria.

Tutto questo succede a poche centinaia di metri dalla casa natale della scrittrice Premio Nobel Grazia Deledda che nel 150esimo anniversario della sua nascita vede sempre più irraggiungibile quella che è stata la sua dimora se non a piedi e muniti di caschetto di sicurezza. «Come se non bastasse ad aumentare la pericolosità di quelle vie – racconta la signora Mariantonia, 87enne santupredina da generazioni – ci pensano i classici furbetti che sempre in via Chironi, ma in questo caso affianco alla casa natale dello scultore Francesco Ciusa, hanno spostato a ridosso della facciata le transenne che delimitavano il crollo avvenuto qualche settimana fa».

Quel crollo è infatti peggiorato a causa del maltempo degli ultimi giorni e alcune tegole si sono aggiunte ai massi ancora presenti sulla carreggiata. «Si tratta del quinto crollo dall’inizio del 2021 – afferma signor Giuseppe, pensionato di 79 anni – mentre si moltiplicano giorno dopo giorno le segnalazioni agli uffici competenti da parte di tutti». L’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Beccu ha più volte ribadito che demolizione o messa in sicurezza sono competenza dei privati proprietari e che sono già tante le ordinanze giunte a casa di chi sui quei beni ha potestà, ma cittadini e residenti di San Pietro non ne possono più e fanno la voce grossa: «Adesso è troppo». Tra serpentine arancioni, birilli e transenne i disagi non si contano più: «Mia madre ha 91 anni e si trova costretta a non poter uscire più di casa – dice Salvatore Piredda, nato e cresciuto a San Pietro – il rischio è troppo elevato. Dovrebbe passeggiare con la testa sempre all’insù e camminare solo al centro della strada. È inaccettabile. Per non parlare delle deviazioni che bisogna fare per poter tornare a casa con la spesa e guai se dovessero capitare delle urgenze. San Pietro è un quartiere nel quale abitano molti anziani, e se ci fosse bisogno di un’ambulanza proprio in quelle strade? Sarebbe una catastrofe». Pericolo anche per i bambini, una questione di sicurezza ma anche di natura sociale: «Santu Predu lotta da oltre un decennio per inculcare nei giovani il concetto del vivere in piazza e dello stare all’aria aperta come si faceva una volta – dice Antonio Musina, residente e padre di due bambine –. Ci troveremo costretti a limitare le uscite ai nostri figli ai quali abbiamo insegnato l’importanza della collettività. Purtroppo c’è da dire che ai proprietari conviene far crollare la casa per evitare tutti i vincoli imposti dai piani particolareggiati e così sta accadendo».

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