“Sa paradura” pronta a bussare ai festival del cinema – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La solidarietà del mondo agropastorale sardo diventa un documentario, “Sa paradura. Sardinia senza tempo” sbarca su Prime video. Regia del romano Vittorio Muscia, la pellicola della durata di 53 minuti che vede anche il contributo della Sardinia film commission, racconta la storia del ragazzo di Posada, Elia Taberlet, desideroso fin da sempre di fare il pastore. Tutti i membri della famiglia gli regalano una pecora per poter formare un piccolo gregge che gli verrà poi rubato. Grazie all’aiuto del frontman degli Istentales Gigi Sanna e di altri pastori sardi, tramite l’antica usanza de sa paradura, riuscirà a ricostruire il suo sogno. Una storia che aveva colpito ed emozionato tutti fin dall’inizio è dunque visibile, già da qualche giorno, all’interno della piattaforma video di Amazon: «Il documentario è ambientato interamente a Nuoro, anche nelle campagne di Marreri, e in diversi luoghi della provincia – racconta Gigi Sanna – ed è interamente dedicato alla storia di Elia quel ragazzo che avevamo aiutato con sa paradura, grazie alla quale aveva ricominciato a sognare. Incuriositi da questo gesto tipico del mondo agropastorale e arcaico, il regista Vittorio Muscia e la sua troupe, hanno deciso di venire in Sardegna per fare questo documentario coinvolgendo tutti gli attori protagonisti dell’iniziativa. Grazie a queste immagini – prosegue il cantante degli Istentales – si racconta quello che succede partendo da un fatto normale per noi pastori che è diventato nel tempo un fenomeno internazionale: sa paradura non è più un fenomeno territoriale ma arriva ad essere praticata in più luoghi e in più settori». Un’opera cinematografica che racconta i tratti più marcati della Sardegna centrale: «Tanti gli interlocutori – dice Gigi Sanna – a partire dai pastori più anziani del territorio per arrivare ad esperti ed antropologi. È importante portare alla luce un sistema come sa paradura che potrebbe essere applicata anche ad altri ambiti della società». Grande l’entusiasmo del regista che ha in progetto di portare il documentario in Rai e ai festival cinematografici più prestigiosi: «Mi sono innamorato di una storia interessante, attuale e straordinaria. La paradura è di insegnamento per tutti noi in un momento complicato come questo. La Sardegna – afferma Vittorio Muscia – ci insegna la solidarietà con questa regola morale incisa nei cuori dei pastori sardi. Un insegnamento morale talmente semplice che ci fa rimanere a bocca aperta. L’aiuto che si da a un proprio simile è un qualcosa che ci lascia stupiti in modo positivo, spero possano impararlo e apprezzarlo i ragazzi di tutt’Italia». (a.me.)

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