Ritorna in consiglio comunale il caso biblioteca Satta e UniNuoro – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La vertenza tra Comune e Regione sulla biblioteca e UniNuoro ha in programma nuove puntate. Tra queste la discussione in Consiglio comunale della mozione di Narciso Guria, della lista “Un’altra Sardegna-Un’altra Nuoro”, che sostiene la giunta di Andrea Soddu. Guria ha proposto di risolvere con un accordo la contesa sulla titolarità dei due enti. Titolarità sinora locale, ma che la Regione con due leggi del 2021 ha avocato a sé, pur mantenendo nel Consiglio di amministrazione uno scranno per Comune e Provincia, oltreché per le due università maggiori. «La legge 10 dello scorso giugno – ha chiesto – va modificata, per prevedere che il presidente sia nominato di concerto tra l’ente comunale e la Regione». Come dire una soluzione di compromesso, tra il vecchio e nuovo regime.

Ma c’è l’incognita sul fatto che la richiesta venga accettata e soprattutto soddisfi le aspettative delle due parti. Prima di tutto la posizione dello stesso Comune, che già con il sindaco Soddu ha manifestato perplessità sulla soluzione. Questo perché sin da quando la norma è stata approvata dal Consiglio regionale, l’amministrazione civica l’ha definita «un attacco all’autonomia degli enti locali e un’ingerenza nelle loro funzioni, tra le quali quelle nella cultura». Tant’è che, dopo qualche incertezza sulla strada da percorrere, è stato annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale. L’oggetto potrà essere il giudizio sulla regolarità di alcune norme, delle due leggi, che si ritengono “invasive di una competenza costituzionalmente attribuita alle province o ai comuni”. Sul punto la Regione ha motivato l’avocazione delle competenze sulla biblioteca, oltreché del consorzio universitario, per via della difficoltà del Comune capoluogo di fare fronte alla propria quota di contribuzione annua (290mila).

Ma anche per dare seguito alla normativa nazionale, che ha previsto la fine dei consorzi tra enti locali. «Sin dal 2011 – ha affermato la consigliera di opposizione, Natascia Demurtas, Pd – si combatte per trasformare i due consorzi in altrettante fondazioni, così come ha stabilito il Consiglio regionale. La Regione da un lustro sostiene l’attività della “Satta” – ha aggiunto Demurtas – mentre il Comune si limitato a dare appena un quinto della propria quota». Sebbene non appaia la questione che possa cambiare la “proprietà” di un ente, l’elemento economico è dentro la disputa. Il sindaco: «Non abbiamo dato il contributo nel 2016 – ha affermato – perché a febbraio c’era stata la legge che ne spostava la titolarità alla Regione, poi sospesa nell’efficacia. Quest’ultima – ha aggiunto – nel 2018 si è assunta l’impegno di continuare a sostenere il bilancio della “Satta”». (f.p.)

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