Riabilitazione off limits per un ascensore fuori uso – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Chiunque debba raggiungere il reparto di riabilitazione o dermatologia, ormai da settimane può farlo solo salendo le scale. Non si tratta di un esercizio fisico prescritto dal fisioterapista ma di una vera e propria emergenza: all’ospedale Cesare Zonchello, da oltre un mese, è fuori uso l’ascensore destinato ai pazienti. Sono centinaia, ogni settimana, gli utenti costretti a vivere una situazione di disagio: anziani, mutilati, disabili e persone che si trovano in una fase di recupero dopo un intervento o una frattura, tutti costretti a dover circumnavigare l’ospedale Zonchello per poter rispettare gli appuntamenti presi.

Diverse rampe di scale, infatti, separano il pianterreno dal servizio di riabilitazione che ormai si raggiunge solo attraverso le modalità più pericolose e disparate: attraversando il reparto di radiologia per poter prendere l’ascensore di servizio interno, oppure di peso o letteralmente sulle spalle dei familiari e del personale sanitario. A denunciare il caso sono gli stessi pazienti che, secondo il loro racconto, hanno già segnalato il disagio agli uffici competenti della direzione sanitaria: «La situazione è paradossale – dice un signore di mezza età costretto sulla sedia a rotelle da alcuni mesi –, ci troviamo difronte a una gigantesca barriera architettonica all’interno di una struttura sanitaria. È tutto assurdo, partendo dal fatto che ci troviamo obbligati ad anticipare l’arrivo per evitare di ricevere in ritardo la prestazione».

Ancora una donna anziana in fase di riabilitazione dopo un intervento al femore: «Per noi il reparto è diventato irraggiungibile – racconta – e chi vuole salire in ascensore deve attraversare il reparto di radiologia. Tutto questo crea scompensi a tantissimi pazienti e anche diversi litigi e situazioni spiacevoli. Purtroppo tantissimi altri anziani che non sanno che c’è un altro ascensore salgono le scale che conducono al reparto rischiando di rendere vana anche la terapia stessa». Un giovane in fase di recupero dopo un infortunio sportivo spiega quanto il disagio si triplichi nel bel mezzo di una emergenza sanitaria: «Se la situazione dovesse proseguire ancora a lungo – ha detto – ci rivolgeremo, se necessario, ai sindaci del territorio che rappresentano la massima autorità sanitaria sul piano comunale e all’assessore regionale alla Sanità. È inammissibile che chi non può camminare debba farlo per forza e ancora di più che nel pieno dell’emergenza Covid si debba passare da un reparto all’altro rischiando di entrare in contatto diretto con persone che potrebbero aver contratto il virus». Il passaggio obbligato dal reparto di radiologia costituisce un pericolo concreto non solo a causa dell’emergenza pandemica: «Non può assolutamente diventare un punto di passaggio – dice una studentessa universitaria in cura dermatologica – considerando che la zona è in parte contaminata da radiazioni. Per quanto riguarda l’ascensore, non si riesce a capire se è un problema di gara d’appalto non rinnovata o semplicemente una questione di ritardi tecnici ma noi siamo veramente spaventati. In radiologia, infatti, transitano anche pazienti particolari che vengono visitati nell’ordine di 15/20 al giorno per quanto riguarda i controlli alle lesioni polmonari dovute al Covid e ad altre patologie contagiose». Mentre dalla direzione sanitaria fanno sapere che si tratta di un disguido di natura tecnica in fase di risoluzione, anche dai reparti interessati confermano il disagio: «Purtroppo è una situazione spiacevole – hanno detto –. Auspichiamo che si risolva il più presto possibile».

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