Rete di associazioni contro il network Amici della famiglia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Dopo il confronto in Consiglio comunale Progetto per Nuoro riunisce associazioni e movimenti per opporsi al network “Amici della famiglia”. Vertenza in nome della difesa dei diritti civili delle donne e del largo gruppo dei LGBTQI+ (che annovera lesbiche, gay, bisessuali, transgender), dalla quale è nato da poco il Coordinamento intersezionale Sardegna. Gruppo di opinione, che il 15 maggio sarà a Roma, a fianco di movimenti e organizzazioni che si battono per lo stesso scopo, e due giorni più tardi si farà promotore, a Cagliari, di un’analoga manifestazione. La questione è incentrata sullo sbarco recente, in alcuni enti territoriali dell’isola, del network che si propone di sostenere la famiglia, soprattutto nell’aiuto alla genitorialità, sia con la messa a disposizione di servizi e strumenti educativi, sia attraverso apporti culturali. Sbarcato e subito contestato. Il primo atto della disputa nei mesi scorsi proprio nel Consiglio comunale del capoluogo barbaricino, su iniziativa della lista Progetto per Nuoro. Non appena al network ha aderito l’amministrazione del sindaco Andrea Soddu, la lista di Bidoni ha espresso un dissenso largo e profondo, sostenuta dagli altri gruppi di minoranza del centrosinistra. Tra le ragioni la presenza all’interno della rete dell’Associazione delle famiglie numerose e la considerazione che, proprio quella presenza, «manifesti che lo scopo “sociale” è la tutela della famiglia “tradizionale” e di conseguente si sia contrari agli altri sodalizi umani e civili , che negli ultimi tempi vi si sono aggiunti». Tra i diritti da difendere, per Progetto per Nuoro «il divorzio, l’aborto, la parità di genere, sino alle unioni di fatto e alle famiglie omosessuali». Questioni sulle quali oggi la formazione politica nuorese ritorna, con nuove prese di posizione, spese a nome del Coordinamento intersezionale. Il cui primo atto pubblico è un manifesto-appello che, ricorda Bidoni «costituisce la base di partenza di un dibattito di più ampio respiro per il riconoscimento dei diritti civili, contro pregiudizi e discriminazioni, che intendiamo promuovere, organizzare e portare in tutto il territorio regionale». Il coordinamento anticipa che l’attività immediata sarà spesa a sostegno del disegno di legge n. 2005, meglio noto come ddl Zan. Nell’aria, pronta a essere tirata nel mezzo a breve scadenza, la questione del network nazionale “Amici della famiglia”, che oggi ha in organico 76 comuni. In Sardegna, oltre ai citati Alghero e Nuoro, dentro anche Sassari e Cagliari, Decimoputzu, Olmedo, Golfo Aranci, Romana, Porto Torres, Usini, Bono e Macomer, insieme alla Regione, al Forum delle associazioni familiari, all’Anci e alla Città metropolitana di Cagliari.

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