«Restituiteci il diritto alla salute» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. Ad aprire il corteo decine di bambini con striscioni e palloncini colorati, a seguire studenti e insegnanti degli istituti superiori, amministratori comunali, sindacalisti e rappresentanti di varie associazioni di volontariato. Tantissime persone hanno partecipato alla marcia per rivendicare il diritto alla salute. Assente il sindaco Gianluigi Farris per impegni fuori dall’isola, per la maggioranza c’era la vicesindaca e delegata alla sanità Angela Bulla, accompagnata dal presidente del distretto dei sindaci e primo cittadino di Loculi Ignazio Porcu. Presenti anche gli esponenti dell’opposizione, i sindaci di Posada e Lodè, assessori di Torpè e altri centri viciniori e la deputata Mara Lapia. Hanno fatto sentire la loro voce varie associazioni come Auser, Aism, Siniscola nel cuore (Lotta alla fibrosi cistica) e Avis oltre ai sindacati di categoria Cigl, Cisl e Uil.

Il raduno era programmato per le nove in piazza Don Migliorisi nella parte bassa della cittadina, qui sono confluiti studenti, cittadini e rappresentanti politici e del mondo delle associazioni, il corteo con i bambini in prima fila si è quindi diretto in via Roma svoltando poi in via Gramsci attraversando in pratica tutta la città per salire poi verso la parte alta di Sant’Efisio, con la sorpresa dei cancelli chiusi, e così anziché nell’ampio piazzale della struttura sanitaria, gli oratori hanno esposto le loro rivendicazioni nello spiazzo antistante la vecchia strada provinciale per Nuoro dove gli organizzatori avevano allestito un banchetto con casse acustiche e microfoni. Controllati a distanza da polizia di Stato e municipale ( tutto si è svolto senza il minimo problema), numerosi gli interventi in cui si sono ribadite le problematiche che da anni interessano il distretto sanitario baroniese che si estende da Posada passando per Torpè e Lodè sino ai popolosi centri della Bassa Baronia.

Più volte è stato toccato il tasto del servizio di igiene pubblica senza più medici, assistenza domiciliare con pochissime unità, Serd chiuso, attività specialistiche di vitale importanza che lavorano a singhiozzo e con attesa di mesi per un consulto. Mancanza di pediatri, neuropsichiatria infantile che non riesce a seguire tutti i bimbi per mancanza di specialisti e ore, centri di riabilitazione che hanno esaurito il budget, pazienti oncologici costretti a recarsi a Nuoro per le terapie antiblastiche e tantissimi altri problemi irrisolti.

Una situazione drammatica con un appello alla politica regionale chiamata a prendere provvedimenti immediati per salvare il salvabile perché come hanno sottolineato in molti, la misura è davvero colma.

«Abbiamo accolto l’invito a partecipare perché il diritto alla Salute appartiene a tutti ed è giusto tutelarlo», ha detto la vice sindaca Angela Bulla. «Noi saremo sempre in prima linea accanto ai nostri concittadini così come abbiamo fatto in questi 5 anni per ribadire l’importanza dei territori ai fini della prevenzione ancor prima delle cure delle malattie. In Regione si sta lavorando per la Riforma sanitaria e confidiamo in un coinvolgimento dei direttori dei distretti e di chi opera in ambito sanitario perchè più di ogni altro conoscono le criticità».

«Non possiamo accettare l’assenza di pediatri e altri specialisti – dice Amos Mulargia, capogruppo comsiliare del Bene Comune – la carenza di assistenza domiciliare e prevenzione, consultorio da 4 anni senza ginecologi e igiene pubblica senza un medico. Oggi, finalmente tutti insieme, rappresentanti del territorio, politici di maggioranza e opposizione, associazioni e singoli cittadini diciamo no allo smantellamento della sanità pubblica».

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