Recovery, ultima chiamata per il treno Nuoro-Olbia [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. L’avvocato nuorese Claudio Solinas non demorde. «In quel treno voglio salirci», ha detto qualche tempo fa, parlando a nome del comitato Trenitalia Nuorese. Il convoglio è quello che porterà i viaggiatori da Nuoro a Olbia, se tra “Marreri”, “Monte Pizzinnu” e la Gallura finalmente transiterà il treno, che è stato il sogno di molte generazioni. L’ultima speranza appaiono le risorse del Recovery fund, dell’Unione europea: «Credo ci sia ancora una possibilità – spiega Solinas – di inserire il progetto del nostro territorio tra le schede da inviare a Bruxelles». Un’opera con due interventi. Prima il passaggio dallo scartamento ridotto a quello ordinario della Macomer-Nuoro. Costo 80 milioni. Appresso la nuova tratta per la Gallura, con partenza dall’area artigianale di Pratosardo e arrivo all’aeroporto di Olbia. La spesa si aggirerebbe sul miliardo e 300 milioni. Nelle schede che la Regione ha recapitato al ministero dei Trasporti non c’è né il primo, né il secondo. Tanto che Solinas ieri ha tempestato di messaggi la classe politica isolana. Tra i destinatari il governatore, Christian Solinas, l’assessore degli Enti locali, Quirico Sanna, i consiglieri regionali di Forza Italia, Giuseppe Talanas, e del Psd’Az, Franco Mula. Ma anche la sottosegretaria dello Sviluppo Economico, Alessandra Todde (Cinque Stelle), il deputato forzista, Pietro Pittalis, la senatrice della Lega, Lina Lunesu. «La scelta di quali progetti finanziare – aggiunge l’avvocato – è della politica. Oggi quella forza – incalza – la si può mettere al servizio di un piano di infrastrutturazione, essenziale per lo sviluppo e il freno allo spopolamento nella nostra provincia e nell’intera area orientale». Per il momento, dentro le schede di lavori sulla ferrovia sarda, c’è il raddoppio della Decimomannu- Villamassargia, la velocizzazione della Oristano-Guspini e, nell’area nord, la costruzione di una strada ferrata per collegare a Olbia aeroporto e porto. Complessivamente, 900 milioni. Claudio Solinas ritiene ci sia la possibilità di un secondo tempo, nell’operazione di invio delle schede finanziabili: «La Commissione europea – spiega ancora – ha assegnato all’Italia il termine del 30 aprile, per preparare il piano complessivo. Ci si può inserire. Tra l’altro – ricorda – in un primo tempo basterebbe la presentazione del solo progetto preliminare». Parole che sembrano richiamare l’impegno e la disponibilità dell’università di Cagliari. Nelle schede inviate al governo, con gli interventi di potenziamento nel sud-Sardegna e la bretella di Olbia, sono stati infatti inseriti i progetti redatti nella facoltà d’Ingegneria, dai docenti del corso Strade, ferrovie e trasporti. «La previsione iniziale – sono ancora le parole di Solinas – era di utilizzarli per definire i piani di modernizzazione delle infrastrutture, nella prospettiva 2030. La prima scadenza – aggiunge – era però il Recovery. Hanno fatto giusto al caso, credo anche perché non c’erano altri studi pronti». Tra gli uffici dell’ateneo il comitato Trenitalia Nuorese ha compiuto il primo tentativo di inserire la rettifica della Macomer-Nuoro e il nuovo collegamento con Olbia: «C’era la disponibilità dei docenti – ha spiegato – ma se la componente politica non fa la sua parte, è difficile mutare le scelte, che altri hanno già deciso». Nell’interlocuzione alla Regione il comitato è stato posto davanti al limite che la Macomer- Nuoro non è una tratta nazionale e, quindi, non potrebbe essere dentro i progetti di Rfi, Rete ferroviaria italiana. Solinas: «Proprio Rfi si è detta disponibile ad acquisirla dalla Regione e pianificarne la rettifica».

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