Rapine nei bar di Siniscola, condanna a 3 anni e mezzo – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Si è chiuso con una condanna a tre anni e mezzo di reclusione e un’assoluzione il processo a carico di Dario Tuveri e Luca Meloni, accusati di rapina ai danni di circoli e locali di Siniscola. Tre colpi al bar Rifugio, al circolo Keep Calm e al bar Snoopy che nel 2016 avevano avuto come bottino somme da 70 a massimo 170 euro. Ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Cannas c’è stata la discussione. La parola al pubblico ministero Andrea Ghironi che considerando provata la responsabilità di Tuveri (difeso dall’avvocato Gianluca Sannio) in ordine ai fatti contestati, e non invece quella di Meloni (difeso dall’avvocato Andrea Puledda), ha chiesto sentenza di condanna per il primo, a 4 anni e mezzo, e assoluzione per il secondo. «Dagli atti – ha detto il pm prima di ricostruire gli episodi – è emersa pacificamente la responsabilità dell’imputato sia in ordine all’oggettiva commissione del reato, sia all’ attendibilità delle dichiarazioni rese dalle persone offese. In aula – ha ricordato l’accusa riportando il fatto più grave – Marcella Cambone, barista del circolo Keep Calm ha raccontato la sera della rapina: Tuveri che era entrato nel circolo con un tesserato, Salvatore Pau (la cui posizione è stata già definita ndr), intorno a mezzanotte, dopo che i clienti erano usciti dal locale, si era avvicinato alla cassa e minacciando la ragazza con un coltello le aveva intimato di consegnargli il denaro, circa 170 euro. Nell’uscire Tuveri aveva detto ai presenti di non avvisare le forze dell’ordine perché avrebbe fatto del male alle loro famiglie. Quel giorno Tuveri era in compagnia di Pau, tesserato del circolo. Da questo elemento – ha aggiunto il pm – si erano risaliti a una foto su facebook e c’era stato il riconoscimento dell’imputato».

La difesa, non negando la responsabilità dell’imputato, ha cercato di ridimensionare la situazione. «Ritengo che il fatto vada riportato all’interno di un discorso che investe la corretta determinazione della pena – ha detto l’avvocato Sannio –. Sono d’accordo che la prova in ordine ai fatti contestati al Tuveri sia stata raggiunta, ma chiedo al collegio che applichi una pena giusta che possa favorire la risocializzazione dell’imputato. La pena richiesta dal pubblico ministero – ha detto la difesa – viene applicata per fatti di ben altra gravità e non per “rapinette” di 100 euro l’una. Tuveri ha sbagliato ma il fatto non va drammatizzato più del dovuto».

Quindi la parola al legale di Meloni che valutando la chiara condotta dell’imputato, accusato di concorso per essere rimasto sulla soglia del locale, ha ribadito l’insignificanza degli elementi a suo carico e ne ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. (k.s.)

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