Rapina in gioielleria, titolare legata e picchiata – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BOSA. Rapina ieri sera alla Oreficeria Sotgiu, che si affaccia sul viale Giovanni XXIII, all’angolo con via Manin. Tre individui sono entrati nel locale e hanno immobilizzato una delle titolari, per poi darsi alla fuga. La donna anche se legata è riuscita ad attirare l’attenzione dei passanti, che hanno dato l’allarme. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri di Bosa, del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macomer e del commissariato della polizia di Stato. Non si conosce l’entità del bottino e le forze dell’ordine mantengono il più stretto riserbo sulle indagini appena avviate, per ora a trecentosessanta gradi. L’episodio è avvenuto intorno alle 19 nella Oreficeria Sotgiu, di proprietà di una delle famiglie di artigiani orafi, molto conosciuta e stimata a Bosa. Secondo quanto è stato possibile apprendere nei locali che si trovano al piano terra del palazzo che si affaccia sulla passeggiata dei Viali, erano presenti prima della rapina Rosaria e Ornella Sotgiu, madre e figlia.

«Mi sono allontanata per fare delle spese e probabilmente poco dopo i ladri sono entrati in azione» racconta Rosaria Sotgiu, ancora sconvolta per l’accaduto. Due, forse tre persone si sono introdotte nella gioielleria e hanno immobilizzato Ornella Sotgiu, dopo averla malmenata, per poi rovistare tra i gioielli e forse nell’intento di farsi aprire la cassaforte. La gioielleria si trova in una zona centrale di Bosa, vicina ad altri esercizi ed al viale alberato, dove transitano tante persone.

I ladri, non si sa se armati o meno, hanno lasciato il negozio. Dall’interno Ornella Sotgiu, malgrado fosse immobilizzata, ha cercato di attirare l’attenzione. A quel punto è scattato l’allarme e sul posto sono arrivati in forze i carabinieri, che si sono assicurati dall’esterno delle condizioni della donna, in attesa che uno dei titolari arrivasse permettendo di aprire la porta d’ingresso. Una volta dentro al negozio Ornella Sotgiu è stata liberata e rinfrancata, sul posto è intervenuta anche un’ambulanza del 118 ma fortunatamente non c’è stata necessità per la donna di ricorrere alle cure dei medici. I carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza, proseguita anche in caserma dopo gli accertamenti nel negozio, e tutti gli elementi utili per cercare di risalire all’identità dei rapinatori. All’esterno intanto si è formato un capannello di persone incredule e preoccupate. Nel viale Giovanni XXIII è giunto, per portare la solidarietà dell’amministrazione comunale e dei cittadini alla famiglia Sotgiu, anche il sindaco Piero Franco Casula, accompagnato da alcuni amministratori. «Solidarietà a nome mio personale – ha detto –, della giunta, del consiglio comunale e dell’intera comunità bosana alla famiglia Sotgiu, stimata e rispettata da tutti per la serietà e professionalità dimostrata in tanti anni di attività. La prima preoccupazione è che nessuno di loro abbia subito conseguenze dal violento episodio di cui sono stati vittima. Un atto criminoso che condanniamo e confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché assicurino i responsabili alla giustizia». Sui particolari della rapina i carabinieri della compagnia di Macomer al comando del maggiore Giuseppe Castrucci e i militari della stazione di Bosa guidati dal luogotenente Luca Gabelloni non fanno trapelare indiscrezioni e rispondono con un secco no comment. Al momento non si sa quindi se dalla oreficeria siano stati asportati gioielli o monili.

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