«Quei soldi? Dovranno spenderli loro» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «L’audio è perfetto… aspettiamo un po’ per il video… sì, sì, ci siamo. Eccomi». E all’improvviso Marcello Fois appare sullo schermo del computer, collegato in streaming dalla sua casa di Bologna. Capello corto, occhiali e barba di sempre. Maglioncino blu sopra una camicia a quadri. Sullo sfondo, sul lato a sinistra, si intravvede una pila di libri. Uno sopra l’altro, alla rinfusa. La piattaforma Zencastr funziona che è una bellezza, microfono e telecamerina impeccabili. Lo scrittore, tuttavia, preferisce Zoom: è su Zoom che ha convocato per domani pomeriggio l’assemblea di insediamento del Comitato promotore per le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Grazia Deledda. Un’assemblea a costo zero, dunque: non ci sono gettoni di presenza per nessuno. Nessuna spesa da giustificare per collegarsi in video dal capoluogo emiliano, da Roma, Milano, Cagliari o Nuoro.

A proposito: da Nuoro le mandano i saluti il sindaco Andrea Soddu e il consigliere regionale Roberto Deriu.

«Bene (ride), accetto i saluti. Finalmente Soddu e Deriu sono d’accordo su qualcosa. Entrambi affermano di aver voluto la Commissione ministeriale e di aver voluto me come presidente della stessa Commissione. Sul mio nome sono d’accordo entrambi».

Un punto fermo.

«Pare di sì, mi fa piacere».

È su altro che non sono d’accordo. Per esempio sull’emendamento all’emendamento che la Regione ha approvato per dirottare ben 650mila euro a favore del Comitato provinciale per le celebrazioni deleddiane…

«In verità non sapevo che li avessimo, quei soldi, non sapevo che all’inizio fossero destinati a noi. Sono stati dirottati altrove? È una scelta politica, del resto l’ha detto anche il consigliere regionale del Psd’Az, in democrazia ci sta, i soldi li danno a chi ritengono più opportuno, a chi ispira loro più fiducia. Giusto».

Il riferimento è al capogruppo del Psd’Az in Consiglio regionale Franco Mula?

«Certo, sì a Mula. Anche Dario Giagoni, del resto, ha confermato che è stato un atto politico. Va bene. Le posizioni mi sembrano chiare. Mi fa piacere non essere considerato un personaggio che può avere a che fare con questo tipo di meccanismi. Se hanno scelto di spostare quei soldi perché alla presidenza ci sono io, beh, sono scelte loro. Va bene».

La Regione, quei soldi, avrebbe potuto destinarli anche al Comitato ministeriale?

«Stando all’emendamento dell’emendamento, quei soldi erano del Comitato ministeriale. Che poi loro chiamano Comitato nazionale, un’imprecisione, un pressapochismo senza limiti. A leggere i documenti, inizialmente 600mila euro erano destinati al Comitato “nazionale” e gli altri 50mila euro alle associazioni non profit locali, del Nuorese. Ripeto: in Regione li hanno spostati, una cosa che lecitamente possono decidere di fare».

Deriu, a questo proposito, accusa il sindaco Soddu di non aver presentato in tempo utile la domanda al ministero per fare delle celebrazioni deleddiane un Anniversario di interesse nazionale…

«Può essere. La stagione era quella che era. E Nuoro non fa eccezione. In verità, purtroppo, la cultura è stato l’ultimo dei problemi in un anno e mezzo di Covid. Quindi: è un’accusa vera e falsa, contemporaneamente. Io dico che di fronte a una situazione di questo tipo, per un interesse superiore certe fratture debbano essere necessariamente corrette e superate».

Fatto sta che i Comitati per le celebrazioni si sono moltiplicati come funghi…

«I Comitati si moltiplicano quasi in automatico. C’è una quantità impressionante di Comitati per i 700 anni di Dante Alighieri. Ognuno vuol fare le sue cose, ognuno vuole i suoi emolumenti. In Sardegna poi, figurarsi: i Comitati per Grazia Deledda sarebbero stati comunque tanti. Il punto non è questo».

E qual è?

«Il punto è che è stato deciso di finanziarne uno solo. Ma va bene anche questo. Anche se ora c’è chi ventila la possibilità che, essendo la Commissione ministeriale di altissimo livello, e facendo parte della Commissione ministeriale sia la Regione sia la Provincia, con una specie di giro assolutamente bizantino quello che è stato tolto con l’emendamento all’emendamento poi rientri dalla finestra. Ecco: questo non lo permetterò, non lo posso accettare. Quel milione e 250mila euro li deve spendere tutti il Comitato (provinciale, ndr) cui sono stati affidati. Se Regione e Provincia volessero partecipare ai progetti della Commissione ministeriale, dovranno reperire fondi altrove».

Questo punto lo chiarirà anche domani alla riunione di insediamento del Comitato che presiede?

«Questo è il punto che chiarirò. È una questione dirimente. Né io né i membri della Commissione sono pagati, per cui posso tranquillamente porre delle conditio sine qua non, posso decidere che la mia esperienza finisce quando voglio. Abbiamo una dotazione del ministero, abbiamo la possibilità di farci finanziare i progetti, non abbiamo alcuna possibilità di percepire niente, alcuno “stipendio” da questa operazione. Questo dato di fatto ci dà una libertà d’azione molto ampia e precisa».

Ha accennato ai membri della Commissione: tutte donne.

«C’era una scandalosissima assenza di donne in qualunque Commissione. Avevo la possibilità di scegliere sei donne, e sei donne ho scelto (Bianca Pitzorno, Graziella Monni, Patrizia Asproni, Elvira Serra, Cristiana Collu e Rossana Dedola, ndr). E di queste sei donne, tre sono nuoresi. Fosse per me ne avrei scelto anche altre. Almeno tre le ho dovute escludere, per ragioni pratiche, perché il numero concesso dallo statuto era finito».

Può farci i nomi delle altre tre donne che avrebbe scelto?

«Certo. Vanna Fois, è una. Angela Guiso, l’altra. E soprattutto la grande, scandalosamente trascurata Maria Giacobbe. Maria è in pectore, è la mia presidente. Ce la farò entrare comunque. Queste tre donne dovevano esserci».

Tutte donne. Ma perché il presidente maschio? Poteva esserci una presidente?

«Non l’ho deciso io, il presidente l’ha scelto il ministro Dari Franceschini. Mi sono detto: che faccio? gli dico di no? oppure contribuisco come posso? Ecco, ho deciso di dare il mio contributo. È vero che ce ne sono molto poche, di donne. Poi ci sono anche questioni di cortesia istituzionale… ».

Ossia?

«Faccio un esempio: non ho mai ricevuto copia del famoso programma del Comitato provinciale, che pure fa parte del Comitato ministeriale».

All’incontro di domani, dunque, ci sarà anche il Comitato provinciale?

«Certo, ci sarà un rappresentante della Provincia, come ci sarà un rappresentante della Regione, come ci saranno i rettori delle Università. Probabilmente ci saranno anche i saluti del ministro».

Ci saranno anche il sindaco Andrea Soddu e il consigliere regionale Roberto Deriu?

«Deriu non credo proprio che abbia un mandato per rappresentare la Regione, a meno che non lo designino ora. Sicuramente ci sarà Soddu».

Lei che li conosce entrambi fin da ragazzini, avrebbe mai immaginato questa contrapposizione tra Soddu da una parte e Deriu dall’altra?

«Io sono uno scrittore, quindi immagino di tutto (ride). Sono due persone che hanno entrambe grandissime qualità, che in un’altra sceneggiatura sarebbero stati amici, entrambi sanno fare bene il loro mestiere anche se, su questo, loro non sono d’accordo, vicendevolmente».

Parla di qualità. Trovi un difetto a Soddu e un difetto a Deriu…

«(ride) Ma perché? (ride) Soddu è permaloso, ha la tendenza a impuntarsi se si offende. Deriu è tattico, ha la tendenza a impostare tutto sul piano della strategia».

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