Pronto un piano forestale per il monte Sant’Antonio – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. L’appuntamento è fissato per domani sera, dalle 18, nel padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura. Quello in programma sarà il primo di una serie di incontri tematici riservati a cittadini e addetti ai lavori. Sul tavolo, la predisposizione del Piano forestale particolareggiato. «Parliamo – spiega il sindaco, Antonio Succu – di una tappa importante nel percorso sulla valorizzazione del Monte di Sant’Antonio e delle aree limitrofe, in un’ottica di protezione e opportunità occupazionali».

Nello specifico il progetto riguarda le terre gravate da usi civici, comprese quelle dell’altipiano di Bara. «Il nostro Comune – sottolinea l’assessore al Patrimonio rurale, Mariano Cadoni – sarà il primo in Sardegna a dotarsi di uno strumento essenziale. Il Pfp è obbligatorio per accedere alle risorse comunitarie previste dai bandi di finanziamento del Piano regionale di sviluppo rurale e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I fondi destinati alla manutenzione boschiva e alla riqualificazione strutturale sono ingenti. Altri saranno investiti per creare nuovi sbocchi lavorativi».

Oltre ai due esponenti della giunta Succu interverranno all’assemblea, il dirigente del settore tecnico del Comune di Macomer, Sergio Garau, l’agronomo Livio Petrini e i dottori forestali Gian Battista Mulas e Simone Tuscano. Presente anche l’Elighes spin-off dell’università di Sassari. Potranno partecipare esperti e liberi professionisti, associazioni e imprese, allevatori e operatori agricoli.

«L’amministrazione civica si è spesa molto perché le terre civiche potessero offrire non solo pascolo o approvvigionamento di legnatico. Già nel 2018 – spiega Mariano Cadoni – è stato redatto e approvato il Piano di valorizzazione e recupero. Un vero e proprio Puc per la gestione degli appezzamenti collettivi. Tra il 2019 e il 2020, lo stanziamento di oltre un milione di euro ha permesso di effettuare la manutenzione del patrimonio boschivo del Monte Sant’Antonio, compresa la zona del Parco di accoglienza. Sono 150 le unità lavorative impiegate. Infine, la revisione 2021 del Regolamento per gli usi civici consentirà la messa al bando dei lotti a uso pascolativo e produttivo anche nell’area di Bara, la gestione dell’area forestale boscata e delle attività destinate a essere operative. Sono certo – conclude Cadoni – che le parti in causa siano consapevoli delle opportunità del Pfp. Auspico una realizzazione partecipativa, democratica e proiettata verso la Green economy».

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