Pronto soccorso arrivano i rinforzi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La soluzione all’emergenza del pronto soccorso del San Francesco passa per il trasferimento temporaneo dei medici del Santissima Trinità di Cagliari a Nuoro. Lo ha detto senza troppi giri di parole l’assessore regionale alla Sanità che avantieri, nel bel mezzo della crisi dell’ospedale nuorese con sette medici dimissionari e la commissaria straordinaria della Assl intenta a dissuadere un’ottava professionista dal trasferirsi in endoscopia, ha dettato la linea all’Ats. «In una situazione del genere, per rispondere alle emergenze che possono verificarsi ovunque, la nostra sanità deve agire in una logica di sistema attraverso la condivisione delle risorse. Per questa ragione ho dato indicazione che i medici dell’ospedale cagliaritano vengano impiegati non soltanto al San Francesco di Nuoro ma anche al San Martino di Oristano» ha dichiarato Mario Nieddu.

Dopo l’input politico del massimo rappresentante della sanità isolana, che in passato aveva ribadito la necessità di attivare «ogni soluzione per impedire qualsiasi tipo di interruzione», bisogna attendere il passo dell’azienda unica.

I tempi e le modalità del “dirottamento” degli specialisti cagliaritani, in parte già in comandati al Brotzu e al Policlinico con una delibera Ats del mese scorso, ancora non si conoscono ma è chiaro che l’atto ufficiale dovrà arrivare prima del 20 dicembre, ultimo giorno di lavoro dei medici dimissionari che nella pec inviata martedì sera alla commissaria straordinaria Gesuina Cerchi, al direttore del presidio Grazia Cattina e ai vertici Ats hanno minacciato le dimissioni immediate con decorrenza 21 dicembre, senza preavviso per giusta causa.

Oberati di lavoro sul fronte ordinario e su quello straordinario dettato dall’emergenza Covid, non sembrano intenzionati a ritirare le dimissioni e, per tornare sui propri passi, chiedono l’arrivo di 4 colleghi in maniera tale da essere almeno 2 per turno. La vicenda sembra dunque in via di risoluzione, tuttavia non è la prima volta che l’assessorato interviene per scongiurare la chiusura di un reparto al San Francesco.

A novembre, il direttore generale Marcello Tidore era intervenuto per congelare il trasferimento di tre cardiologi che avevano hanno presentato la lettera di dimissioni dal reparto di Cardiologia perché chiamati dall’Aou di Sassari a pochi giorni dall’ampliamento della dotazione organica.

Le ripetute emergenze hanno lasciato il segno e sono finite all’attenzione del prefetto di Nuoro Luca Rotondi. «Stiamo assistendo oltre che ad una progressiva destrutturazione del principale ospedale del centro Sardegna, svuotato di competenze e di personale anche nei reparti considerati una eccellenza della sanità regionale, ad un inesorabile allontanamento del servizio sanitario regionale dai cittadini dei territori dell’interno, con la riduzione dei servizi, o peggio la chiusura, di tante strutture sanitarie territoriali e con la sempre più frequente mancata assegnazione dei medici di base, dei pediatri e delle guardie mediche nei piccoli centri», si legge nella lettera che Daniele Cocco, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale ha inviato al rappresentante del Governo con la richiesta di un confronto. «Chiedo – è la conclusione dell’esponente di Leu in consiglio regionale – la convocazione urgente di un tavolo regionale per risolvere le gravi criticità che limitano il diritto alla salute dei cittadini del centro Sardegna».

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