«Priorità agli omicidi irrisolti» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Non c’è dubbio: per l’Arma dei carabinieri il 2021 verrà ricordato per la cattura dell’ex latitante di Orgosolo, Graziano Mesina, avvenuta il 18 dicembre scorso in un’abitazione di Desulo. Ieri mattina, però, nel corso della conferenza stampa di fine anno al Comando provinciale, l’arresto dell’ex primula rossa del banditismo isolano non è stato al centro dell’incontro voluto dal colonnello Massimo Cucchini che, invece, si è voluto soffermare su quanto ancora l’Arma dovrà fare per trasmettere sicurezza e serenità ai cittadini. Perciò, rispetto al passato, il comandante non ha fornito grandi numeri per fare un bilancio dell’attività svolta nel corso dell’anno, ma ha voluto rimarcare l’impegno e il lavoro orientati a identificare gli autori di alcuni omicidi, avvenuti in diversi centri del Nuorese, e rimasti per il momento irrisolti. Come quello di Mosè Cao a Lotzorai; dell’allevatore di Noragugume, Luigi Cherchi; di Emanuele Musu di Ortueri; di Francesco Manca di Sorgono, e del ferimento di Sandro Arzu ad Arzana. Indagini sulle quali il riserbo resta assoluto. «Su queste priorità investiremo tutti i nostri sforzi per dare risposte alle comunità – ha detto il colonnello Cucchini –. Il 2022 sarà orientato a cercare gli autori di fatti noti che interessano diversi centri della provincia. Tutti i reparti saranno orientati a risolvere questi casi, perché ogni fatto di sangue lascia situazioni di insicurezza e impotenza tra la gente». Il comandante provinciale ha poi continuato a parlare del piano di attività che verrà posto in essere nei prossimi mesi. «Ci concentreremo sul controllo del territorio – ha detto –. Affronteremo alcuni problemi tecnici, legati alla presenza frequente di animali da allevamento, allo stato brado, lungo le strade provinciali, un grave pericolo per gli automobilisti. Un fenomeno che anche l’anno scorso aveva causato un numero enorme di incidenti. È un problema che vorremo affrontare, per garantire la sicurezza del territorio». Quindi l’importanza di creare un rapporto diretto tra i carabinieri e la gente.

«Il nostro giudice più severo sono le persone – ha continuato Cucchini – e in questo senso vorremo migliorare la nostra vicinanza con la popolazione. A livello territoriale, ma soprattutto nei piccoli centri, la gente ha bisogno e voglia di parlare con noi. Dobbiamo capire di cosa ha bisogno. Credo che il rapporto tra l’Arma e la popolazione debba essere vigoroso. Il rapporto umano è fondamentale. Il carabiniere deve essere al servizio dei cittadini».

Solo in questo modo, secondo il colonnello, si potrebbe limitare il numero delle truffe online che nell’ultimo anno hanno avuto un’incidenza notevole. «La statistica indica tra le vittime non solo persone anziane. Dobbiamo spiegare alla gente, magari attraverso dei vademecum, cosa fare per evitare di cadere nel tranello dei truffatori. Per questo coinvolgeremo anche gli amministratori comunali perché contribuiscano a combattere il fenomeno». Il comandante ha ricordato, inoltre, l’attività rivolta ai giovani. «Incentiveremo gli incontri nelle scuole per portare avanti i progetti di educazione alla legalità». (k.s.)

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