Primario in partenza e Chirurgia vascolare ora rischia la crisi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. L’Unità operativa di chirurgia vascolare potrebbe essere l’ennesimo reparto del San Francesco a rimanere senza il primario. La causa questa volta è legata al probabile trasferimento del responsabile Gian Franco Fadda a Sassari, città nella quale ha vinto il concorso per l’omologo incarico rivestito di Nuoro. La notizia arriva dal segretario della Funzione pubblica della Cisl, Giorgio Mustaro, che chiede con una lettera alla dirigenza della sanità «di fare ogni cosa per evitare che Fadda abbandoni l’ospedale di Nuoro, lasciando l’Unità operativa di chirurgia vascolare orfana di una figura essenziale per il consolidamento della sua operatività».

Parare un contraccolpo negativo ritenuto certo, è la necessità fondamentale della denuncia che Mustaro lancia a nome del territorio e a vantaggio delle buone sorti del settore. «Il progressivo declino dell’ospedale San Francesco – afferma – è diventato irreversibile. Questo anche a causa – aggiunge – dell’abbandono da parte di alcuni professionisti, che hanno preferito soluzioni lavorative più allettanti, oltreché per una serie di scelte e coincidenze, dalle quali la struttura del centro Sardegna è uscita più debole».

In questo caso, per quantificare la perdita ulteriore per l’ospedale, Mustaro mette in evidenza l’attività sinora garantita dal reparto, diretto da Gian Franco Fadda: «La struttura assicura il trattamento della stenosi carotidea, per la prevenzione dell’ictus ischemico, così come gli interventi contro la l’aneurisma/dissezione dell’aorta toracica e addominale. Il tutto – rimarca il segretario della Funzione pubblica nuorese – con interventi ad alta complessità e l’ausilio di endoprotesi. In questi anni – aggiunge Mustaro – sono stati praticati a Nuoro interventi di ricanalizzazione aortica, iliaca e femorale, in seguito a patologie ostruttive arteriose, a carico degli arti inferiori».

Una parte importante di quanto è stato possibile nella chirurgia vascolare, i fatti la attribuiscono alla professionalità dell’équipe di Fadda, «nonostante – sono ancora le parole del sindacalista – una dotazione organica costantemente sottodimensionata. Oggi fatta di 4 dirigenti medici, più il primario, a fronte di un organico minimo di 6,7 dirigenti medici». Tra i numeri dell’attività, le 3mila prestazioni ambulatoriali, tra esami strumentali e visite specialistiche. Ma il tempo dell’operatività piena e puntuale, sarebbe già alle spalle, considerato che oggi il reparto non riesce più a garantire gli interventi di emergenza, ma solo quelli programmati. Lo stesso problema denunciato nei mesi scorsi per la chirurgia generale. Mentre la carenza di personale medico ha avuto pesanti contraccolpi sulla nefrologia (manca da mesi anche il primario), sull’endoscopia (sospesa l’attività H24) e sugli screening per i tumori del colon, della mammella e cervice uterina. Dentro il ridimensionamento le eccellenze mediche, sintetizzabile nel concetto di fondo del segretario di categoria della Cisl: «Ciò che fino a qualche anno fa sembrava poter diventare il terzo polo sardo, si è trasformato in una realtà difficilmente accreditabile nel contesto sanitario. La pandemia – conclude Mustaro – ha poi dato un colpo definitivo e forse inesorabile».

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