Prevenzione degli incendi Tepilora in un piano Ue [Guarda le Offerte della Pescheria]

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BITTI. Il Parco di Tepilora si candida a rafforzare il proprio ruolo per la prevenzione degli incendi e la tutela del patrimonio boschivo partecipando insieme all’area del Parco del Gargano ad un programma da 230 milioni di euro. L’ente baroniese è coinvolto nell’iniziativa “Horizon 2020”, un programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione all’interno di un partenariato internazionale di altissimo livello alla prevenzione incendi attraverso tecniche innovative. La partecipazione del Parco, che ha superato la prima selezione, è fortemente promossa e sostenuta dall’assessorato regionale Difesa Ambiente. L’intera area protetta di Tepilora è già coperta da operatori specializzati per prevenire l’insorgenza dei roghi con misure che includono ricognizione, sorveglianza e interventi tempestivi per lo spegnimento delle fiamme. L’ente Parco offre informazioni preventive a visitatori e residenti sulla pericolosità degli incendi boschivi e sui comportamenti corretti da adottare. Il progetto denominato Silvanus/Fortiori, si inserisce in un contesto operativo di per sé efficiente e aumenta le possibilità di migliorare le attività di prevenzione grazie a nuove tecnologie e strumenti di ricerca, come le piattaforme di sensori per la previsione, rilevamento, monitoraggio, mappatura e valutazione dei danni post-incendio. Grazie al progetto, quindi, verrebbero incrementati i rapporti tra il Parco e altri organismi ed Enti europei ed extraeuropei che si occupano della prevenzione, consentendo lo scambio di conoscenze e metodologie pratiche adottate in molte parti del mondo per la tutela del patrimonio boschivo e delle biodiversità. «Scegliendo di entrare nel partenariato di questo importantissimo progetto europeo finalizzato alla prevenzione degli incendi estremi – dice il presidente Francesco Murgia – si pone al fianco dell’assessorato Difesa Ambiente e Agenzia Forestas nell’applicazione di strumenti innovativi alla lotta agli incendi. Sono certo che il Parco possa dare un contributo sostanziale al progetto anche intensificando le azioni di educazione, informazione e sensibilizzazione ambientale condotte dai Ceas dei comuni del Parco» Anche per il direttore Paolo Angelini si tratta di un virtuoso percorso di sperimentazione. «È uno degli ultimi progetti del settennato di programmazione Ue con il Parco che contribuisce per l’1% (circa 230mila euro) sul totale del piano. Sono una quindicina i partner che concorrono all’iniziativa. Abbiamo lavorato per la candidatura con enti e il Centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici di Lecce di cui fa parte anche l’ateneo di Sassari».

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