Posada e Torpè riaprono i loro siti archeologici – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORPÈ. Con il rientro della Sardegna in zona gialla oltre a bar e ristoranti possono finalmente riaprire anche i musei ed i siti archeologici. Saranno quindi fruibili al pubblico il castello della Fava la roccaforte Posadina che domina la valle del Rio Posada e il nuraghe San Pietro ubicato a poca distanza da Torpè sulla strada che porta verso il lago. L’antico maniero gestito dall’associazione culturale Turulia ha riaperto i battenti lunedì scorso mentre è annunciata per la prossima settimana la ripresa delle attività nel complesso nuragico che di recente è stato sottoposto ad un lifting con la creazione di spazi coperti e biglietteria. La speranza è che le mutate condizioni relative all’epidemia di Covid permettano di riprendere a lavorare anche nel settore culturale, uno di quelli maggiormente colpiti dalle restrizioni.

Il castello e il nuraghe sono due siti archeologici monumentali di grande pregio che ogni estate sono meta di migliaia di visitatori anche se lo scorso anno, si è lavorato a pieno regime solo a luglio ed agosto con un calo quindi degli introiti.

«Il 2020 doveva in qualche modo essere l’anno della consacrazione – dice Alberto Pala, responsabile dell’associazione Sardus pater che gestisce il nuraghe San Pietro e Sa dommo e Sa Fadas – ma purtroppo da settembre in poi siamo rimasti chiusi causa Covid. Speriamo di fare meglio quest’anno dove ci presenteremo rinnovati grazie ad una serie di interventi di valorizzazione con i fondi ottenuti dalla Regione che hanno permesso la realizzazione di un modulo con all’interno sala conferenze, book, coffe shop e servizi igienici di ben 90 metri quadri».

I lavori dovrebbero essere collaudati entro la fine del mese permettendo di accogliere i primi turisti ad inizio estate. L’area archeologica alla periferia di Torpè comprende un nuraghe quadrilobato e un villaggio, scavato solo in parte e negli ultimi due anni si è avuto un incremento dei visitatori soprattutto stranieri. Tutto pronto anche a Posada con l’associazione Turulia che ha già riaperto. «Anche questa estate avremo tutti i dispositivi previsti per la sicurezza – dice il responsabile Francesco Deledda – sanificazione, dispenser igienizzanti e oltre ai pannelli fotografici i turisti troveranno un’app gratuita contenente tutte le info storiche sul sito, le chiese e il territorio». La speranza dei gestori dei due siti è che quella che sta per iniziare torni ad esser una stagione turistica scevra di problemi sanitari. Nei mesi estivi i due siti saranno visitabili tutti i giorni e fanno parte dei tanti siti all’interno del parco regionale di Tepilora e della Riserva di Biosfera “Tepilora, Rio Posada e Montalbo” riconosciuta dall’Unesco nell’ambito del programma Mab.

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