Pensione, lunga vita alle donne – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Dove godersi gli anni della vecchiaia per più tempo? Chiunque se lo chieda sappia che per le donne del Nuorese la pensione dura molto di più. A confermarlo sono i dati pubblicati dall’Istat che nelle sue speciali classifiche, pubblicate meno di due mesi fa, colloca la provincia di Nuoro al secondo posto di questa curiosa graduatoria nazionale. La Sardegna è una terra di longevi, ma è proprio la natura intatta della Barbagia che può ufficialmente offrire un anno in più di vita rispetto alla media nazionale che, nel periodo compreso tra il 2019 e novembre 2020, si attesta a 87,3 anni. Su questo dato sono proprio le donne di Nuoro a guadagnare terreno tanto da accaparrarsi, con una media di 88,3 anni, il secondo posto alle spalle solo della provincia di Trento che vince con uno scarto di 0,1.

I dati diffusi dall’Istat non fanno altro che confermare la tendenza alla longevità di una terra che proprio su questo tema ha suscitato l’interesse di medici, scienziati ed esperti. L’attesa di vita, che per le donne nuoresi in pensione si attesta a 26,3 anni, è calcolata a partire da un’anzianità di 62 primavere che secondo i dati diffusi dall’Inps, è l’età media alla quale si va effettivamente in pensione.

Ma mentre le donne del Nuorese si collocano al secondo posto in Italia, per gli uomini sardi va decisamente peggio, infatti, bisogna scendere fino al 23esimo posto di questa speciale classifica tra le provincie italiane per trovare Cagliari con i suoi 84,5 anni.

La parola passa agli esperti: «Ci sono degli studi ormai canonici sulla longevità dell’Ogliastra che valgono anche per il nuorese – afferma l’antropologo Bachisio Bandinu –. Questi studi hanno stabilito che uno dei motivi principali alla base della longevità risiede nella genetica: le donne si sposavano esclusivamente all’interno della propria comunità. L’altro fattore è alimentare: pane, formaggio, carne, fagioli e patate erano gli unici alimenti consumati. Importante è anche la cosiddetta “comunità solidale” nei momenti bui della vita di una persona. Cambiando oggi queste prerogative chi manterrà nel tempo questa caratteristica? Il rischio che questa non duri nel tempo è concreto: bisognerebbe mantenere intatti i fattori studiati dagli esperti, soprattutto quelli legati all’alimentazione».

Ancora la dottoressa Maria Barracca, responsabile del servizio di riabilitazione della Assl di Nuoro: «Viviamo in un’isola dove l’aria è più pulita e non è poco. Può essere importante – ha affermato – anche l’essere radicati alle tradizioni e agli stili di vita. La prevenzione è sicuramente fondamentale così come la ridotta esposizione solare. È sempre consigliabile fare controlli continui sulla struttura ossea e muscolare».

Importante è sicuramente tenere la mente in costante allenamento: «Sono molte di più le donne iscritte ai nostri corsi che non uomini – dice Eugenia Laria, presidentessa dell’Università della terza età –. Molte over 80 sono ancora particolarmente attive: oltre che imparare fanno anche delle docenze. Sono persone perfettamente in grado di inserirsi nel contesto sociale. Pensiamo di essere utili a questa categoria di persone che vengono da noi per stare insieme e per tenersi mentalmente in allenamento. Inoltre noi donne normalmente bastiamo a noi stesse, in genere siamo più autonome poi ovviamente le situazioni di socialità sono fondamentali».

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