Parlare con gli anziani della struttura protetta diventa un’impresa – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BORORE. Le linee telefoniche non sempre funzionano alla perfezione e mettersi in contatto con gli ospiti della casa protetta in località “Sa coa e’ sa mela”, tra Borore e Macomer, diventa un’impresa. «Non abbiamo la possibilità di parlare con i nostri anziani – denuncia Anna Maria Cossu, figlia di un’anziana ospite della struttura –. Mamma che ha 83 anni, è lucida ma ha problemi di deambulazione, ha il suo cellulare ma la linea telefonica funziona a singhiozzo. Rimaniamo settimane senza sentirla. Oggi (ieri per chi legge ndr) l’ho chiamata per poterle fare gli auguri per la Festa della mamma, e visto che al suo telefono non ha risposto, dopo vari tentativi sono riuscita a contattare la struttura. Dall’altra parte del cavo, però – aggiunge la donna – l’operatore che ha risposto forse avrebbe gradito non essere disturbato, vista la reazione nervosa che gli ha suscitato la richiesta di poter parlare con mia madre. È impensabile che i nostri anziani non possano avere contratti frequenti con le famiglie. Per via del Covid si trovano in un’eterna “zona rossa”. Non vedo mia mamma da agosto – conclude Anna Maria Cossu – e sentirla ogni 10 giorni, quando va bene, mi sembra davvero inaccettabile».

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