Pandemia, l’azienda che crea gas tecnici: via molte commesse [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Partono dentro ai bomboloni da Pratosardo l’ossigeno, l’azoto e l’argon utilizzati dalle fabbriche sarde, a iniziare dalla Sarlux di Moratti. Li produce l’azienda Air Gas Sarda, di Gianni Piga, nuorese con origini a Oliena, da 15 anni nel sito artigianale del capoluogo. Un fatturato vicino al milione e mezzo di euro e la prospettiva di crescere ancora: «Due anni fa – spiega il titolare – abbiamo siglato un’alleanza societaria con la multinazionale francese Air Liquide, che ha uno degli stabilimenti di frazionamento dei gas a Sarroch. Il vantaggio per la mia azienda – aggiunge Piga – è stato quello di usufruire della loro tecnologia e allargare il portafoglio dei clienti a chi prima si serviva direttamente dalla società d’Oltralpe». La pandemia, con il lockdown, ha limitato un po’ l’attivismo. Lo conferma Piga: «Il nostro codice merceologico – spiega – ci ha consentito di rimanere aperti, ma comunque sono venute a mancare le commesse maggiori. Prima tra tutte quelle della Sarlux, che ha ridotto le produzioni». Piga però ricorda che la penalizzazione è anche istituzionale: «Non siamo presi in grande considerazione – denuncia – e lo conferma il fatto che c’è da oltre un decennio una gestione commissariale della Zir». Il fatto che comunque per la Air Gas Sarda gli affari vadano bene riesce anche a coprire i nei.

I contenitori, riempiti a pressione dei gas “tecnici”, ogni giorno lasciano Pratosardo per essere smistati in diverse zone della Sardegna. Gli utilizzatori sono soprattutto gli impianti chimici di Sarroch, Macchiareddu, Portovesme, a sud, Porto Torres, nell’altro capo della regione. Tra i clienti anche la Saipem, che ad Arbatax utilizza i tre prodotti dell’azienda di Nuoro per le manutenzioni, ma soprattutto per saldare e tagliare il ferro. Nell’industria di base va una parte consistente delle “bombole”, strette e lunghe, riempite a Pratosardo. Il resto è appannaggio del settore alimentare e di quello medicale o sanitario. «Difficilmente ci si può rendere conto – spiega Piga – ma sono additivi e materiali impiegati per esempio nella vetrocamera di una finestra o nelle vecchie lampade al neon. Tra gli elementi – aggiunge – uno dei prodotti che forniamo è l’anidride carbonica per addizionare l’acqua minerale».

La parabola commerciale dell’imprenditore ha invece il principio nel fatto di avere avuto un occhio più lungo, oltre il visibile e quanto si possa toccare: «Mi posi la domanda – racconta – su cosa ci fosse nella parte interna di una brioche, che impedisse il suo deterioramento. La risposta fu – prosegue – che erano delle gocce di azoto, proprio come anti-ossidanti». La curiosità non finì lì. Decisi di scegliere, come ambito di lavoro, proprio il settore dei gas additivi, così diffusi nella pratica. Ho iniziato a venderli e poi sono passato a produrli. Decisivo l’incontro con la multinazionale transalpina, di cui la società di Piga è ora socia: «La collaborazione è ormai decennale. Due anni fa la compenetrazione commerciale. Tanto che oggi la mia azienda – ricorda l’imprenditore – utilizza la fabbrica dell’Air Liquide, a Sarroch, per le attività di frazionamento dell’aria. Vi otteniamo i tre gas “tecnici”, sulla base della diversa temperatura in cui l’aria viene liquefatta e compressa». Tra le conferme negli anni il mantenimento della base commerciale a Pratosardo: «L’ho messa come condizione – spiega – nel momento di stringere la sinergia imprenditoriale con i francesi. Certo c’è stata in mezzo una ragione sentimentale, ma anche la convinzione che a Nuoro, terra baricentrica, si può fare impresa con profitto». Ottimismo, quello di Gianni Piga, non al punto dal dimenticare di dire che Pratosardo così com’è non va: «L’area deve poter contare su collegamenti viari migliori e su una moderna rete internet. La fibra ottica l’ho pagata di tasca». Su queste e altre questioni si vorrebbe riaprire il confronto col Comune, in predicato di acquisire la Zir, messa in liquidazione nel 2008 dalla Regione: «Noi siamo pronti a dialogare e trovare soluzioni ai problemi».

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