Panchina Voghe, Balestra favorito per il dopo-Tomasoni – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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VOGHERA

Il derby di Coppa Italia perso 3-1 a Pavia ha dato l’ultima spallata alla panchina già traballante di mister Tomasoni. Nell’immediato post-gara del Fortunati, il patron della Vogherese, Oreste Cavaliere ha comunicato l’esonero al tecnico di Gallarate, che in campionato ha raccolto 2 punti in 4 gare (1 in classifica per effetto della penalizzazione). La panchina rossonera, per ora, viene affidata a Davide Spalla, attuale allenatore dell’Under 17, traghettatore scelto dalla società in attesa di un nuovo timoniere.

Cavaliere, ieri a colloquio con la squadra prima dell’allenamento a Pontecurone, spiega le ragioni del siluramento di Tomasoni: «Il mister è una brava persona, molto preparata, ma sinceramente i risultati ottenuti mi hanno deluso. A lui imputo anche la decisione di cambiare sistema di gioco, rinunciando al 4-3-3, su cui abbiamo costruito la rosa, con la presenza di nove esterni in organico. Siamo entrati nel terzo anno con un certo tipo di progetto tecnico, che poi è stato resettato. In questo modo, sono crollate le certezze alla squadra. Se poi questi cambiamenti fossero stati supportati dai risultati, li avrei accettati, ma cosi non è stato. Adesso mi aspetto che la squadra si prenda le sue responsabilità, e si faccia un esame di coscienza, mi aspetto di più anche di loro».

Balestra in pole

Per il dopo Tomasoni, in pole position c’è il nome di Andrea Balestra, ex tecnico dell’Accademia Pavese (e dell’OltreVoghe), ma c’è anche la pista Lele Domenicali, che vive a Voghera ed è libero da impegni.

Tomasoni, intanto, mastica amaro per l’esonero: «Innanzitutto ringrazio il presidente per l’opportunità che mi ha dato di allenare a Voghera. Ho ricevuto tante testimonianze di solidarietà dai tifosi, evidentemente hanno capito che la squadra ha dato tutto, e si è sempre allenata con dedizione e impegno. A livello di risultati, abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, ma nessuno mi aveva chiesto di vincere il campionato. L’obiettivo era di centrare i play off, e con 30 partite da giocare, tutto era ancora possibile».

L’allenatore di Gallarate lascia con due rimpianti: «Da inizio stagione, non ho mai potuto allenare la rosa al completo. Comunque si notavano i miglioramenti sul piano del gioco, che mi davano fiducia per il prosieguo della stagione. Mi spiace poi che non mi venga riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto insieme al mio staff per portare professionalità e disciplina in un gruppo non abituato a lavorare in un certo modo». Sul tema del cambio di modulo rispetto al progetto iniziale,Tomasoni motiva la virata tattica: «Penso che solo gli stupidi non cambiano idea. E’ vero che siamo partiti col 4-3-3, ma lavorando sul campo, ho ritenuto che la squadra si esprimesse meglio col 3-5-2. Gestivamo meglio la palla, e con questo sistema venivano esaltate le caratteristiche dei giocatori. Poi se andiamo a vedere tutte le squadre, dalla serie A in giù, il cambio di modulo è una prassi comune. Il rammarico è legato anche alla partita di mercoledì a Pavia, dove siamo rimasti in 10 dopo 20′ per un’espulsione frettolosa. Anche in inferiorità numerica, la squadra ha corso e attaccato». —

AlessaNDRO QUAGLINI

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