Omicidio colposo, caso archiviato – Pescheria di via Tirso – Tortolì

  • di

BOLOTANA. Vite spezzate e un dramma che non si dimentica. Un dramma che però parla anche il linguaggio freddo e necessariamente tecnico delle aule giudiziarie. A un anno e mezzo dall’incidente stradale in cui persero la vita due giovani di Bortigali, la giudice per le indagini preliminari Federica Fulgheri ha scritto la parola ultima sull’indagine per omicidio colposo, accogliendo la richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero Marco De Crescenzo. La morte di Gavino Bulla (26 anni) e Diego Caggiari (21 anni) sarebbe stata quindi frutto di un errore alla guida, commesso dal primo dei due amici che trovarono la morte al chilometro 78,500 della strada statale 129, quella per cui da anni ci si batte affinché venga rivisto il tracciato e venga garantita maggiore sicurezza agli automobilisti.

Contemporaneamente viene archiviata la posizione di Michele Moz, 31 anni di Macomer difeso dall’avvocato Luciano Rubattu, che era alla guida di uno dei veicoli coinvolti nell’incidente e finito sul registro degli indagati sin dal momento in cui vennero effettuati i rilievi. Lo schianto avvenne la mattina del 6 ottobre 2019, attorno alle 11.20 e la giudice, rifacendosi alla relazioni del consulente del pubblico ministero e dei consulenti dei familiari delle vittime, ha ricostruito la dinamica dell’incidente partendo da un particolare che nessuna delle parti coinvolte ha mai messo in dubbio. L’auto guidata da Gavino Bulla viaggiava a circa 100 chilometri orari in un tratto alquanto pericoloso e caratterizzato da diverse curve. Fu probabilmente per la velocità che il guidatore perse il controllo della macchina subito dopo aver effettuato un sorpasso ed essere rientrato nella propria corsia. A quel punto la macchina finì nella corsia opposta dove urtò l’auto guidata da Michele Moz e quindi una terza vettura, con a bordo il macomerese Andrea Bianco e la sua famiglia.

Stando anche alle testimonianze di chi aveva assistito all’incidente, sembravano non esserci dubbi sulla dinamica così da indurre il pubblico ministero a chiedere l’archiviazione. I casi come questo sono però sempre assai spinosi e dibattuti, tanto che gli avvocati Marcello Sequi, Giovanna Cossu e Carmine Salvatore Farina, che tutelavano i familiari delle vittime, avevano presentato opposizione all’archiviazione sostenendo che a determinare la gravità dell’incidente sarebbe stata la presenza di un carrello trainato dalla macchina dell’indagato. Il carrello non era stato ancora collaudato e questo, per le parti lese, sarebbe stato un fattore dirimente: se non fosse stato usato la dinamica sarebbe stata diversa e i due giovani non sarebbero morti. Per la giudice però non è una tesi sostenibile, perché lo schianto non è avvenuto per la presenza del carrello, ma per via della condotta di guida di Gavino Bulla.

Di fronte a queste considerazioni, l’archiviazione è stato il passo inevitabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

– Guarda le Offerte della Pescheria di via Tirso – Tortolì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *