Ogliastrini nel mondo. La storia di Anissa Demurtas, da Arzana a Praga per diventare la Regina dei dolci

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Anissa Demurtas, 24 anni, di Arzana, coltiva da sempre la passione per i dolci. Dopo aver frequentato un corso professionale di pasticceria a Cagliari, nella scuola di Gianluca Aresu, ha deciso di partire alla volta di Praga, dove tutt’oggi vive. Adesso lavora in una delle pasticcerie più rinomate della capitale. 

La sua storia. 

 

Quando hai deciso di partire e perché proprio verso la Repubblica Ceca?

Sono arrivata a Praga il 13 marzo di due anni fa. Alla fine del corso di pasticceria professionale, che ho frequentato a Cagliari, ho avuto varie proposte lavorative. L’offerta che, però, mi colpì più di tutte è stata quella relativa alla possibilità di svolgere uno stage a Praga, in una pasticceria rinomata. Ho scelto questa città per tantissimi motivi: non solo perché, al contrario di altre, mi ha dato e mi sta dando tantissime soddisfazioni a livello professionale, ma anche perchè qui ho avuto la possibilità di vivere, a spese del datore di lavoro, in pieno centro e di poter frequentare i corsi professionali nella scuola che si trova al piano superiore della pasticceria centrale. 

Ti piace il tuo lavoro?

Sono pasticciera per passione e lavoro in uno dei luoghi che mi da più soddisfazione in assoluto. Mi occupo specialmente o quasi esclusivamente di dessert moderni o contemporanei, come il limone ispirato a Cedric Grolet e dessert con la nocciola senza glutine. Tutto questo fa parte dell’ambito della pasticceria che amo di più soprattutto perché anche io sono intollerante al glutine.

Quali sono state le difficoltà iniziali?

Sicuramente capire la lingua. Infatti il ceco è considerato una delle lingue più difficili da imparare, con ben 7 casi di declinazione: mi ricorda il latino e il greco. Praga è una città turistica e quindi, fortunatamente, tantissime persone parlano inglese. Ma non è stato facile, specialmente all’inizio, riuscire a comunicare. Inoltre ho un pessimo senso dell’orientamento e ho fatto fatica, i primi mesi, a fare mia la città. 

Da cosa è nata la tua passione per la pasticceria?

La mia passione non mi è stata tramandata da nessun membro della mia famiglia. Per me è nata esattamente quando avevo dodici anni, quando mia madre mi chiese di provare a preparare dei dolci. Ricordo il mio stato di agitazione perché non avevo mai cucinato prima, ma mi cimentai comunque nell’impresa. La preparazione, ma soprattutto il risultato, suscitarono in me tantissime emozioni ma ciò che mi diede più felicità fu vedere la mia famiglia gradire il dolce. Da quel giorno iniziai a cimentarmi in diverse ricette e ad avere sempre più curiosità per questo settore. 

 

Hai mai pensato di ritornare in Sardegna un giorno e magari aprire una pasticceria tua?

Per il momento no, ma per due semplici motivi: le pasticcerie e la mentalità verso questo ambito sono molto diverse rispetto a Praga. Non tutte le persone pagherebbero 8 euro per un dolce monoporzione perché considerano il prezzo troppo esagerato. Ma quando scoprono tutto il lavoro e l’impegno dietro la preparazione e gli ingredienti, capita che ti chiedano perché costi così poco. Se mai la situazione dovesse stravolgersi potrei cambiare idea e decidere di tornare.

Dopo il lavoro, come trascorri le tue giornate?

Come tutte le ragazze della mia età mi piace uscire, visitare nuovi posti, fare shopping e andare in palestra. Tutto questo prima del coronavirus. Da quando ho iniziato a lavorare ho avuto modo di comprare alcune attrezzature per fare i dolci e quindi non mi fermo mai neanche a casa.  

Lavorativamente e psicologicamente, come hai affrontato e stai affrontando la pandemia? 

Come in Italia, anche qui a Praga ci sono stati vari lockdown: non ho lavorato per alcuni mesi, per poi riprendere in estate, sperando che la situazione e la nostra vita fosse di nuovo la stessa. Mi sbagliavo. Adesso hanno prorogato un altro lockdown sino al 22 gennaio, ma non sappiamo ancora con certezza se dopo i servizi riapriranno. Psicologicamente, la situazione sta diventando sempre più pesante per tutti. Per fortuna sono sempre stata una persona abbastanza creativa quindi cerco di occupare il mio tempo anche quando mi trovo rinchiusa in casa: ho una decina di orchidee di cui prendermi cura, ho piantato i tulipani nel davanzale, leggo libri italiani, a volte faccio a maglia e gioco con la mia gatta, Corona, che mi tiene tantissima compagnia. Inoltre il lockdown è stata una scusa in più per cimentarmi nella preparazione di nuove ricette di dolci senza glutine, come per esempio i dolci di natale: ho scoperto 25 tipi di biscotti diversi. 

Ti manca l’Ogliastra?

Sì, specialmente la mia famiglia e le amiche che ormai non vedo da un anno e mezzo. Dell’Ogliastra mi manca tantissimo il clima mite, il sole ma soprattutto il mare: sarà il primo posto dove andrò appena tornerò in Italia. 

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