Nuovo stop Tossilo Spa, chiude il compostaggio – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Da sabato 17 aprile nell’impianto di trattamento rifiuti di Macomer saranno sospesi i conferimenti dell’umido. I rifiuti biodegradabili provenienti dalla raccolta differenziata urbana e dalle mense non potranno varcare il cancello della Tossilo SpA fino a nuovo ordine. A comunicare ai comuni conferitori l’ulteriore debacle del sistema dei rifiuti macomerese è stato il presidente della Tossilo Antonio Delitala, che martedì ha affidato ad una stringata nota la certificazione di uno stallo ormai sotto gli occhi di tutti. Nel sito che ospita il nuovo e costoso inceneritore – ultimato ma in attesa della messa in funzione e, soprattutto, la gestione – si blocca dunque anche la sezione del compost, l’ultima rimasta attiva.

Le ragioni dello stop, sul quale peraltro lo stesso presidente Delitala aveva messo in guardia l’assemblea dei soci Tossilo già dallo scorso febbraio, sono da addebitare all’assenza delle necessarie garanzie fideiussorie, che risultano scadute e non rinnovate. Ma perché le polizze, essenziali per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale che consente lo svolgimento dell’attività di trattamento dei rifiuti, non sono state rinnovate? La società Tossilo in realtà ha tentato di ottenere il rinnovo, ma ha incassato il diniego delle compagnie assicurative. All’origine del corto circuito c’è la data di scadenza della Spa, che allo stato ha un fine vita fissato al 31 dicembre 2021, mentre le garanzie finanziarie hanno una durata temporale di 5 anni. Il fallito tentativo di spostare la scadenza della Tossilo al 2040, determinato dal Consorzio industriale di Macomer che della società è proprietario al 99%, ha reso impossibile il rinnovo delle fideiussioni. Lo stesso Consorzio, però, conscio che il mancato rinnovo si ripercuote sull’Aia dell’intero impianto, si era reso disponibile, due mesi fa, ad accollarsi il costo dell’operazione.

In realtà il Consorzio, come si evince dal carteggio tra il commissario liquidatore Franco Figus e il presidente Delitala, era a conoscenza delle criticità dovute al mancato rinnovo già dal dicembre 2020. Non è da escludere che i rapporti conflittuali tra i due vertici abbiano dilatato i tempi per evitare di incorrere in uno stop. Ad oggi quelle polizze non ci sono e l’impianto di compostaggio si ferma. Scrive nella sua comunicazione: «Il Consorzio manifesta difficoltà e ritardi nell’ottenimento delle garanzie fideiussorie necessarie all’esercizio degli impianti di termovalorizzazione e compostaggio. Onde evitare di incorrere nelle conseguenze previste per l’esercizio dell’attività in violazione di legge, il servizio di trattamento rifiuti resterà sospeso fino a nuova comunicazione».

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