Nuovi primari in arrivo all’ospedale San Francesco [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. L’ospedale San Francesco di Nuoro cerca di tornare faticosamente alla normalità brutalmente interrotta dalla pandemia e dalla carenza di specialisti. Da domani, le degenze delle due chirurgie, la generale e la vascolare guidate rispettivamente da Carlo De Nisco e Gianfranco Fadda, saranno di nuovo autonome. Si tratta di un passaggio necessario per la riorganizzazione dell’attività operatoria dopo l’accorpamento attuato tre mesi fa quando, in piena emergenza sanitaria da Covid 19, l’allora direttore sanitario ad interim del San Francesco, la dottoressa Giovanna Gregu, decise di accorpare le unità operative chirurgiche in maniera tale da recuperare le risorse umane per i due reparti Covid attivati al San Francesco.

Nel presidio ospedaliero diretto attualmente da Grazia Cattina, i ricoveri dei pazienti positivi al virus sono diminuiti, in particolare quelli che necessitano della terapia intensiva. Questa circostanza ha indotto la direzione a ripristinare l’organizzazione dei reparti antecedente il mese di novembre. Contemporaneamente alle due chirurgie, vennero accorpate anche urologia con ginecologia e otorinolaringoiatria con neurochirurgia.

Altri segnali positivi sul fronte ospedaliero arrivano dall’incarico al nuovo primario di Ortopedia. A guidare l’unità operativa, che da tempo è senza un direttore, sarà Pietro Paolo Solinas. Lo specialista, 63 anni, di recente passato dall’Aou di Sassari all’area sociosanitaria sassarese, è il primo primario di quello che in molti sperano sia il nuovo corso dell’ospedale barbaricino.

Altre novità, formalizzate nelle delibere di giovedì scorso a firma del commissario straordinario Ats, Massimo Temussi, riguardano la formalizzazione dell’incarico delle facenti funzioni di due reparti: Giuseppina Gregu in medicina e Michela Matta in pronto soccorso. Si tratta di flebili segnali di ripresa che, tuttavia, devono fare i conti con la cronica carenza di specialisti. Una carenza più volte al centro di una fitta interlocuzione, scritta e verbale, tra la direzione della Assl nuorese e l’allora commissario dell’azienda unica, Giorgio Steri. Le criticità sul fronte dell’organico erano state segnalate nei dettagli già ad ottobre del 2019. Le richieste erano state reiterate a febbraio e a dicembre dello scorso anno con i dati aggiornati. Numeri allarmanti che facevano presagire ciò che è accaduto nelle settimane scorse con la chiusura di chirurgia generale e nefrologia. Tra le altre cose, si sottolineava la mancanza di ben 9 unità al pronto soccorso, di 10 in radiologa e 8 in ematologia. Da marzo in poi con l’irruzione del virus, la situazione è ulteriormente peggiorata sino alla clamorosa chiusura del 18 gennaio scorso dell’unità operativa di Chirurgia giunta al culmine di un lento ma inesorabile depotenziamento dell’organico. Trasferimenti, dimissioni e, in ultima battuta, infortuni e malattia, hanno portato al progressivo svuotamento del reparto che dal 2020 ha visto ridurre il numero di chirurghi: da 14 a 4. Numeri che attualmente, dopo il rientro in servizio il 31 gennaio di due medici assenti per cause di forza maggiore, consentono di operare in urgenza ma non in programmato. Tutti gli occhi sono ora puntati sulle dichiarazioni del presidente della Regione, Christian Solinas, e dell’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu che si sono impegnati a far risorgere il San Francesco, sino a poco tempo fa un’eccellenza della sanità isolana, dalle sue stesse ceneri.

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