Nuoro, letti-barella nei corridoi: Medicina sta scoppiando – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Nelle ultime settimane, e nonostante i cortei, le manifestazioni e le proteste decise per segnalare l’emergenza nella quale versa la sanità pubblica nuorese, all’undicesimo piano del San Francesco, nel reparto internistico nato dall’accorpamento di Geriatria e Medicina, si sono toccate punte di 50 ricoveri. Sedici in più di quelli gestibili da chiunque e negli stessi spazi. Tanto che per trovare posto, diversi pazienti sono stati sistemati nelle barelle o in posti letto aggiuntivi infilati negli spazi più svariati, in mancanza di quelli canonici: dalle corsie di passaggio, alla sala barelle, in genere utilizzata come ripostiglio, e persino alla stanza davanti alle scale anti incendio dell’ala sinistra. Con i pazienti costretti ad aspettare giorni per un letto con tutti i crismi. E che ci sia più di qualcosa che non va, lo dice lo stesso “sistema informativo sanitario integrato regionale” perché impedisce di registrare ricoveri oltre il quarantesimo. A tutti gli effetti sono “ricoveri in esubero”, in sovrannumero, e anche in barella. Dopo le ripetute segnalazioni fatte dal Nursind negli ultimi mesi, adesso il sindacato degli infermieri ha deciso di rivolgersi direttamente alla Procura denunciando una situazione piuttosto dettagliata esposta dall’avvocata Monica Collu. E tanto per cominciare, l’avvocata e il sindacato spiega che tutto è nato dall’accorpamento, nell’ambito della riorganizzazione dovuta alla pandemia, dei reparti di Medicina e di Geriatria.

«A seguito dell’aggregazione – spiega il Nursind nell’esposto e nelle segnalazioni con le quali il responsabile provinciale, Mauro Pintore, e il rappresentante sindacale Francesco Tuvoni chiedono un immediato intervento per risolvere la situazione – i due reparti dovrebbero essere dotati complessivamente di 34 posti letto, di cui 31 in degenza ordinaria e 3 letti bis, dislocati su due ali separate da una sala d’attesa». Ma nella pratica succede che «al momento, per una mancanza di trasparenza informativa in merito, non si sappia quanti sono i posti letto effettivamente autorizzati».

«Sta, di fatto, comunque – aggiunge il Nursind – che da tempo, nel reparto internistico, si registra sicuramente un elevato numero di ricoveri, sproporzionato rispetto ai posti letto disponibili, tale da raggiungere, talvolta, anche i 50 posti letto. Nell’unità operativa, quindi, si usa e si abusa della pratica di far ricoverare pazienti in posti letto aggiuntivi o barelle posizionate in ogni angolo: nell’inidonea sala barelle, locale normalmente adibito a ripostiglio delle barelle; nella non idonea stanza 6; nella altrettanto inidonea camera fronte scale antincendio dell’ala sinistra e, nell’ambulatorio ricoveri o guardiola. E, quando, nel reparto tutti questi spazi, è bene rimarcarlo non idonei, sono saturi, le barelle con i malati sono allocate persino nelle corsie del reparto».

E i ricoveri in sovrannumero e in barella, come spiega il Nursind, stanno creando gravi problemi, perché «gli sventurati pazienti ricoverati in barella si trovano a convivere, in corsia, con gli altri malati, per giorni e giorni, in attesa di un letto, con bagni insufficienti per i fortunati che deambulano, e per gli altri cure igieniche in barella nel corridoio. E, i pasti vanno consumati su quella stessa barella che giorno e notte funge da letto. I ricoveri nei letti aggiuntivi e o barella presentano gravi profili d’illegittimità e criticità: si contravviene a ogni regola sulla sicurezza, con gravi rischi per i pazienti e per il personale sanitario». E per giunta, come sottolinea il sindacato, le barelle a volte non sono nemmeno a norma: ma alcune «sono sgangherate, hanno sponde rotte e sono aggiustate con cerotti, legature di guanti di lattice e bende, con possibile pericolo per l’incolumità dei pazienti».

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