Nella tavola delle feste resiste la cucina da asporto

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NUORO. Unico comune denominatore: la speranza di riassaporare al più presto la cara vecchia normalità. Ovvero: porte aperte, tavolini occupati e vocianti, menù da sfogliare “in presenza”, e ordinazioni da fare dal vivo. Ma nel frattempo, per il periodo festivo arrivato ormai agli sgoccioli, per tanti ristoranti, pizzerie e attività del settore, l’opzione “servizio da asporto” a Nuoro città è stata la sola scappatoia per resistere al periodo di restrizioni rigide e alla zona rossa. C’è chi ha lavorato tanto anche con il “take away”, chi si aspettava qualcosa di più, e anche chi, invece, ha dovuto fare i conti con una mole di entrate decisamente inferiore al previsto. Ma nonostante tutto non ha mollato. In generale, tuttavia, a Nuoro il cibo da asporto per tante attività ha consentito di tirare quantomeno la carretta, tenere aperte le cucine, non interrompere un rapporto consolidato con la propria clientela.

«Non ci possiamo lamentare, nonostante il periodo complicato per tutti – spiega Graziano Ladu, chef del ristorante Il Portico – durante questo periodo festivo siamo riusciti a lavorare bene e con tante prenotazioni anche con il servizio di asporto. Per noi, questa, è stata soprattutto la possibilità di entrare comunque nelle case dei nostri clienti. Di entrare attraverso i nostri piatti e di fare gli auguri a chi veniva invece a ritirare la sua ordinazione. L’augurio che ora faccio davvero a tutti, a me e ai miei cari colleghi, è che ci rimettano subito nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro nel modo consueto. Penso sempre ai clienti che, ritirando il cibo da asporto, ci hanno detto “A rivederci presto seduti qua”. Ecco, che sia questo l’augurio per tutti».

«Con il servizio di asporto abbiamo lavorato soprattutto alla vigilia delle feste, e quest’anno abbiamo fornito diversi pasti anche al personale del carcere per il cenone, e a tanti nuoresi che ovviamente sono rimasti a casa a causa delle restrizioni – racconta Pietro Canu, chef e titolare di “Su Pinnettu” – ma in tutte le prenotazioni abbiamo notato uno scrupoloso rispetto delle regole che vietavano grandi tavolate e la presenza di troppi commensali. Tant’è che abbiamo ricevuto prenotazioni soprattutto per poche persone, anche solo per due o per quattro. I nuoresi sono stati ligi alle regole, insomma. La speranza per questo nuovo anno, adesso, è tornare tutti a risalire, perché il fondo lo abbiamo toccato: siamo pronti a rimboccarci le maniche ancora una volta, senza piangerci addosso».

«Il periodo non è stato facile ma abbiamo provato a mettere in campo tutta l’offerta che avevamo, a offrire i nostri piatti e a promuovere i diversi menù – spiega Corrado Podda, chef e titolare, insieme alla moglie Giovanna Mulas, del ristorante “Da Corrado e Giovanna” in via Einaudi – le ordinazioni da asporto sono arrivate soprattutto dai nostri clienti abituali. Non sono state tante, certo, ma almeno siamo riusciti a lavorare, nonostante tutto. Certo, qui da noi nel Nuorese, il sistema da asporto deve entrare ancora nella mentalità delle persone. In tanti ancora non sono abituati. Vedo la differenza, ad esempio, rispetto ai miei colleghi che lavorano a Bergamo dove ho diverse conoscenze. Ma speriamo in meglio nel futuro, anche se credo che prima di marzo non torneremo alla normalità».

«Abbiamo lavorato bene sia con l’asporto sia con il servizio a domicilio, nonostante tutto – spiega Francesco Papa, titolare della pizzeria Fior di pizza, di via Martiri della Libertà – ovviamente quest’anno, a causa delle restrizioni, le prenotazioni che abbiamo avuto non erano certo per grandi pizzate ma per numeri molto più contenuti».

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