Nella Casa San Giuseppe focolaio con 11 positivi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Nel quadro sempre più preoccupante dei contagi Covid a Nuoro si aggiunge un nuovo focolaio. Da lunedì scorso sono positivi tutti gli undici ospiti della struttura di accoglienza Casa San Giuseppe, in via Manzoni. Si tratta di persone con fragilità, accolte nella casa gestita dalla Curia. Il cluster alla Casa San Giuseppe ha spinto l’assessora comunale alla Protezione civile Valeria Romagna, in accordo con il sindaco Andrea Soddu, a convocare un Coc apposito, ieri mattina. «Abbiamo messo a disposizione dell’Igiene pubblica il Servizio sociale professionale per collaborare nei tracciamenti» ha sottolineato l’assessora Romagna. Gli ospiti della Casa San Giuseppe infatti, fino a lunedì hanno avuto la possibilità di uscire dalla struttura. Poi i primi sintomi, i tamponi rapidi e le positività confermate dai molecolari. Oggi alle 9 ci sarà un nuovo incontro del Coc per fare il punto.

I numeri. È l’incremento dei casi di Covid che sta facendo salire l’asticella dell’allarme. Ieri – dati ufficiali estrapolati dalla piattaforma per il tracciamento dei positivi e delle persone in quarantena della Regione –, il capoluogo ha fatto registrare 390 persone positive, e 91 in quarantena. Dei positivi, sessanta hanno un’età superiore ai 60 anni, 222 sono compresi tra i 21 e 61 anni, e 137 sono nati tra il 200 e il 2021. Tra ieri e avantieri ci sono stati trenta positivi in più. E la situazione al San Francesco è tornata a livelli di guardia, il Pronto soccorso Covid, al piano zero, nel vecchio reparto di Malattie infettive, è tutto occupato. Così la Rianimazione.

L’appello. Stando così le cose, l’appello del sindaco Andrea Soddu è conseguente. «Chiedo a tutti di comportarsi con la massima prudenza, il Covid è sempre più presente, e l’unica maniera per difenderci è evitare gli assembramenti, utilizzare le mascherine, lavarsi spesso le mani. I vaccini sono in ritardo, ci sono problemi in questo senso e dobbiamo prenderne atto».

I vaccini. A proposito dei vaccini, proprio nell’ambito del Coc è emersa la richiesta, formulata dall’assessora Romagna, di estendere agli operatori di è-comune, la partecipata che si occupa del ritiro della differenziata, la vaccinazione. «Sono 84, si occupano anche del ritiro dei rifiuti delle persone positive», è la considerazione dell’assessora.

Oss e ausiliari. Non è la sola lista consegnata ai vertici dell’Assl e dell’Ats in tema vaccini: la cooperativa Progetto Uomo, capofila del raggruppamento temporaneo di imprese che gestisce i servizi di assistenza domiciliare in gestione associata in 15 comuni del Distretto, è in una situazione certo singolare. Se il personale in servizio nella Casa di riposo di via Trieste e a Casa Satta è stato vaccinato, a Nuoro restano scoperti 45 tra oss e educatori che lavorano nel centro diurno e nei servizi scolastici. Ci sono poi un’altra ottantina di lavoratori, tra oss e ausiliari, in servizio nel territorio, per i quali non è stata completata la vaccinazione. Si tratta di persone che entrano nelle case di persone disabili, non autosufficienti, o inserite nei programmi “Ritornare a casa”. Giù due mesi fa, la presidente di Progetto Uomo, Rosy Guiso, attraverso la Confcooperative Federsolidarietà, aveva fatto presente all’Ats e alla Assl la necessità di inserire nel piano vaccinale le figura dimenticate. Appunto, gli operatori socio-sanitari e gli ausiliari impegnati nei servizi domiciliari. Ancora in tanti aspettano i vaccini.

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