Nel Nuorese mortalità più alta – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Nella città capoluogo e nel suo distretto sanitario si muore in misura maggiore rispetto alle altre aree dell’isola. Le percentuali più elevate, rispetto a quanto non succeda nelle altre zone, caratterizzano sia i decessi per malattie a carico dell’apparato cardio-circolatorio, sia quelli a causa dei tumori. Il numero maggiore delle malattie mortali è localizzato nell’apparato digerente. A seguire ci sono le patologie dell’apparato endocrino e del sistema nervoso. I dati sono contenuti nello studio “La mortalità in Sardegna e per quali cause”, curato dai medici Domenico Scanu e Claudia Zuncheddu, dirigenti regionali dell’Isde la società internazionale dei medici per l’ambiente. Studio che si è avvalso del lavoro di un gruppo di epidemiologici, che hanno affrontato la situazione presente nelle otto Assl della Sardegna, durante il quinquennio dal 2012 al 2017. I dati sono stati illustrati a Nuoro proprio da uno dei coautori, il radiologo Domenico Scanu, nel corso di una conferenza convocata nel quartiere di “Preda ‘e Istrada”, dove ci s’interroga sulle conseguenze sanitarie legate all’installazione di un’antenna 5G, per la comunicazione dei telefoni cellulari. «Si tratta dello studio più recente – ha detto Scanu – anche rispetto alle rilevazioni dell’Atlante sanitario della Sardegna, che si ferma come analisi della mortalità all’indagine Istat 2015».

I dati rilevati dagli epidemiologi tra gli abitanti del capoluogo confermano in pieno quel divario di condizione sanitaria rispetto alle medie della regione. La mortalità in eccesso interessa tutti gli apparati e organi vitali. Nello specifico c’è un eccesso di mortalità a carico dell’apparato digerente (38 per cento in più), del sistema endocrino e nutrizionale (27 per cento), del sistema nervoso e degli organi di senso (20 per cento). Mentre, la morte a causa dei tumori, registra un aumento del 8,5, sempre rispetto alla media accertata nell’intera isola. «Con l’illustrazione di questi numeri, sui livelli più alti di mortalità, a Nuoro e nel distretto – ha sottolineato Domenico Scanu – non vogliamo sentenziare che ciò sia la conseguenza della presenza in città delle antenne di radio-frequenze o di altri fattori d’inquinamento. Si tratta comunque di dati che evidenziano una ben precisa condizione, che crediamo debba essere tenuta presente da chi, a iniziare dall’amministrazione civica, ha responsabilità anche riguardo alla sanità pubblica. Come medici dell’Isde li vorremmo mettere a disposizione e discuterne». Le stesse affezioni a organi e apparati, ricordati per via degli eccessi rispetto alla media sarda, sono anche in alto nella graduatoria tra le cause di decessi, sempre a Nuoro e nel distretto. E, in particolare, quasi il 60 per cento delle malattie mortali sono a carico dell’apparato digerente, sia tra i maschi e sia tra le donne. Seguono, con percentuali comunque alte, le patologie al sistema endocrino e a quello nervoso, ivi compresi gli organi di senso.

Nelle donne, tra tutti i malanni e a prescindere dall’organo vitale nei quali sono localizzati, nel 44 per cento la malattia mortale è costituita da un tumore. Ancora sull’importanza e l’utilizzo dello studio, il medico dell’Isde, Scanu: «Nella lotta alle patologie – ha ricordato – è fondamentale la sorveglianza epidemiologica, senza la quale come medici e scienziati non saremmo neppure in grado di dare delle soluzioni alle problematiche legate alla salute delle persone. L’obiettivo del nostro studio – conclude – è innanzitutto proprio questo».

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