Nel calendario sardo il Capodanno esiste, ma non è a dicembre. Scopriamo i nomi dei mesi dell’anno in limba e il loro significato

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Nel calendario sardo il Capodanno esiste, ma non è a dicembre. Scopriamo i nomi dei mesi dell’anno in limba e il loro significato.

 

In sardo Cabudanni, dal latino: caput anni non si riferisce alla fine di dicembre, ma a settembre perché nella tradizione contadina il computo del tempo era legato al ciclo dei lavori dei campi, quindi anticamente, l’anno cominciava con il mese di settembre.

Ottobre è invece chiamato in modi differenti a seconda delle zone geografiche. Al sud è detto Mesi de Ladàmini, mentre al centro nord prevale la denominazione Santuaine: la prima richiama su ladàmini, cioè il concime, e corrisponde a quella parte dell’anno in cui si concimavano i terreni; la seconda invece si riferisce all’importante festa di San Gavino Martire.

Novembre è Donniassantu nel sud Sardegna mentre prevale la denominazione Santandria nel nord: la prima richiama la festività di tutti i santi, la seconda invece la festa del santo che cade il 30 del mese. Sono attestati anche i nomi Mes’e de Santu Sadurru e Mese de sos mortos.

Dicembre è Mes’e Idas, Nadali e Nadale sono invece i nomi più diffusi per indicare Dicembre: il primo richiama la denominazione latina delle Idi, il secondo e il terzo invece si riferiscono alla festa del Natale e derivano dalle dies natalis latine. In Campidano è presenta anche la forma Mes’e Paschixedda dal nome del Natale in campiadanese, Paschixedda appunto.

Gennaio è detto Gennàrgiu, Gennarxu, Bennalzu, Bennarzu, Ennalzu: deriva dal nome dal mese latino Januarius o Giano, divinità romana con due facce che con una guardava all’anno vecchio, con l’altra all’anno nuovo.

Febbraio invece si dice Friàrgiu, Freàrgiu, Friarxu, Frealzu, Frearzu: deriva dal nome latino del mese denominato Februarius. E non deriva, come molti erroneamente pensano da friusu, perché febbraio è uno dei mesi più freddi.

Marzo è detto Martzu, Maltu, Martu e deriva dal nome del dio romano della guerra Marte.

Aprile in Sardo si dice Abrili, Arbili, Abrile e deriva da Aprilis che, probabilmente, a sua volta deriva dal nome della dea etrusca Aprul.

Maggio è chiamato Maju e deriva dal mese di Majus romano: è dedicato alla dea madre mediterranea, simbolo di prosperità e abbondanza.

Giugno è chiamato Mes’e Làmpadas: is làmpadas sono le lampade o meglio le luci che vengono accese in occasione della Festa di San Giovanni, una delle più importanti ricorrenze sarde.

Luglio è detto Mes’e Argiolas e Mes’e Trìulas, ma anche Mes’e su Cramu: i primi due nomi richiamano i lavori agricoli legati al ciclo del grano. S’argiola indica l’aia mentre il verbo triulai significa trebbiare. Il terzo nome richiama l’importante festività della Madonna del Carmine.

Agosto è invece detto Austu e Agustu, nome che deriva dal mese Augustus dedicato all’imperatore Ottaviano Augusto. (Dalila)

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