Muore Giosuè Ligios l’ex pastore eletto europarlamentare – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. È scomparso Giosuè Ligios, una delle figure politiche più importanti e rappresentative espresse dalla Sardegna nel secondo ’900. Avrebbe compiuto 93 anni fra pochi giorni, il 26 dicembre, ed è stato a lungo protagonista della scena politica isolana e della sua rappresentanza al parlamento italiano prima e a quello europeo poi. Una carriera politica di assoluto rilievo, la sua, cominciata negli anni ’50 nel mondo cattolico e nella Democrazia cristiana e proseguita poi con ruoli istituzionali sempre maggiori: presidente della Provincia di Nuoro, consigliere e assessore regionale, senatore per tre legislature, parlamentare europeo per due mandati.

Natali umilissimi a Bitti, ottavo di dodici figli di una famiglia di pastori abituati a sacrifici e fatica, e pastore a sua volta sino all’età di vent’anni, con il suo percorso di riscatto e ascesa sociale ricordava per certi versi la parabola del pastore raccontata da Gavino Ledda nel libro autobiografico “Padre padrone”, che dalla vita dura della campagna passa all’insegnamento all’università. Paragone che Ligios, persona schiva e riservata, probabilmente non gradiva, anche se è vero che lasciò la scuola dopo le elementari per proseguire poi gli studi da privatista, senza abbandonare il lavoro in campagna e con grandi sacrifici: licenza media, diploma di istituto superiore, poi la laurea in scienze agrarie a Piacenza ottenuta grazie a una borsa di studio. E proprio in un istituto agrario insegnò per breve tempo, prima di intraprendere la carriera politica a tempo pieno. Un altro episodio, che lui stesso raccontò in una intervista alla Nuova Sardegna, con alcune similitudini con il protagonista del libro di Ledda, fu quando un fratello maggiore diede i suoi libri in pasto ai maiali, nella convinzione che lo distraessero dal lavoro in campagna. Quello stesso fratello poi lo aiuto finanziariamente a completare il percorso di studi.

Il legame tra il politico affermato e il mondo della pastorizia e dell’agricoltura in realtà non si interruppe mai, e rappresentò sempre una costante nella sua attività istituzionale. Tanto che all’agricoltura in qualche modo tornò negli ultimi decenni di vita, una volta abbandonata la politica. Negli anni ’50 ebbe un ruolo di primo piano nell’Etfas, l’ente regionale per lo sviluppo dell’agricoltura, ente spesso al centro di polemiche per la gestione pressoché incontrastata da parte della Democrazia cristiana. Ed è proprio in virtù della posizione di primo piano nel partito che svolse un ruolo importante nel processo di industrializzazione della Sardegna centrale, da Ottana a Bitti, iniziative che ebbero esiti alterni o addirittura rimasero sulla carta.

Fu consigliere regionale per tre anni, e assessore agli affari generali per pochi mesi, per poi essere eletto senatore nel 1972, e riconfermato nel 1976 per un totale di tre legislature, durante le quali fu anche sottosegretario del ministero del tesoro. Nel 1979 fu candidato alle elezioni europee nelle liste della Dc: con oltre 200mila preferenze fu il primo sardo eletto a Bruxelles insieme con Umberto Cardia. Venne riconfermato nel 1984 e aderì al partito popolare europeo. Uno degli ultimi incarichi pubblici è stata la presidenza del consorzio per gli studi universitari di Nuoro. (p.me.)

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