Mobilità vincolata, maestre in piazza a Tertenia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TERTENIA. È passato quasi sotto silenzio. Eppure il flash mob organizzato sabato dai Cobas in diverse piazze d’Italia ha registrato una grande partecipazione anche in Ogliastra contro il vincolo che il Governo ha imposto agli insegnanti che sono entrati e che entreranno in ruolo dal 2020 in poi. «Un vincolo quinquennale senza assegnazioni provvisorie e utilizzazioni. Nel nuovo decreto sostegni bis l’unica modifica che abbiamo ottenuto è il passaggio da cinque a tre anni» tuonano le venti maestre passate di ruolo che si sono date appuntamento a Tertenia, nella piazzetta dietro il municipio. Tra loro, Sara Scanu, 44 anni, che abita a Sestu ma lavora a Tertenia. Ha partecipato e superato il concorso nel 2016, una selezione definita “altamente selettiva”: in Sardegna, per la scuola dell’infanzia si presentarono in 2.631, ammessi all’orale in 366. «Nel corso di questi anni – osserva –, vi sono stati svariati immessi in ruolo che hanno potuto presentare domanda di mobilità senza alcun ostacolo. Il primo settembre 2020 è arrivato il mio momento, tanto atteso quanto sofferto». La distanza della cattedra assegnatale dal suo paese non ha certo scoraggiato il suo entusiasmo ma per l’assenza di mezzi pubblici è costretta ad alloggiare in Ogliastra tutta la settimana e a lasciare marito e due bambine a casa. «Questa – sottolinea Sara – è la vita che lo Stato mi chiede di condurre per i prossimi anni». Le storie sono diverse ma in fondo uguali perché le accomuna la certezza di non poter chiedere la mobilità. Francesca Dore, anche lei 44 enne, è di Lanusei. «Ho partecipato al concorso straordinario 2018 per la primaria, già da fine agosto 2019 sono iniziate le assunzioni dalla graduatoria. Finalmente, a settembre dello scorso anno, è arrivato il mio turno ma il mio più grande sogno si è trasformato nel mio più grande incubo quando ho saputo di dover lavorar a Siniscola» racconta. E ricorda che il Governo, con la legge 159 del dicembre 2019, ha pensato di imporre il vincolo quinquennale su tutti i neoassunti 2020. «Lo ha fatto – incalza – a prescindere dalla graduatoria di appartenenza, privandoci di ogni tipo di mobilità dal trasferimento alle assegnazioni. Purtroppo mi ritrovo a dover viaggiare ogni giorno percorrere 200 chilometri, con due bambini di 5 e 6 anni a casa. Ci stanno privando di tutto ciò che può in qualche modo farci avvicinare alla nostra famiglia per altri lunghi anni anche perché in Ogliastra ci saranno tantissimi pensionamenti e quindi tantissimi posti liberi». C’è chi come Amelia Piroddi, 43 anni, di Loceri ancora non è entrata in ruolo ma teme per il futuro. «Non so cosa mi aspetta ma sono davvero preoccupata» dice l’insegnante della primaria. Arrabbiate, le maestre, perché considerano questo vincolo incostituzionale, denunciano il fatto che molti colleghi e colleghe a causa del vincolo, che di fatto li “lega” ad una sede per tre anni, hanno rinunciato e altri ancora stanno valutando questa scelta. E sperano che la loro protesta possa servire a qualcosa. (g.f.)

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