Minoranze in ordine sparso

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NUORO. Il Consiglio comunale per la presentazione delle dichiarazioni programmatiche, mercoledì scorso, è stato un nuovo appello del sindaco Andrea Soddu all’unità. «In questo anno segnato dalla pandemia non possiamo permetterci di dividerci». E quasi a voler fare capire, soprattutto alle forze di minoranza, che essere chiamati a partecipare non è scritto nelle carte, Soddu ha incalzato: «Il nostro schieramento alle elezioni – sono state ancora le sue parole – ha preso il 67 per cento dei consensi. Potevamo dire: facciamo da soli. No, vogliamo coinvolgere tutti».

Gli interessati, dalla Lega al Psd’Az, sino al Pd e al Progetto 20-25 di Lisetta Bidoni, per il momento hanno risposto in maniera tiepida. Il sardista Gianni Poggiu è apparso comunque possibilista: «Siamo disposti a collaborare – ha detto – per occuparci degli ultimi, che sono svantaggiati sotto l’aspetto economico e culturale». Mentre il leghista Pier Luigi Saiu se nella seduta dedicata a approvare il bilancio ha contestato i ritardi sul documento, nell’ultima se l’è presa con quella che considera una proposta amministrativa astratta: «Se il sindaco spiegasse cosa vuole fare rispetto all’urbanistica, alle istituzioni culturali, oggi commissariate, al carico fiscale delle aziende di Pratosardo, potremmo esprimere il nostro parere ed eventualmente la collaborazione». La consigliera Bidoni è anch’essa lontana dai desideri di Soddu, per il momento soprattutto per questioni procedurali: «Come si può collaborare se le dichiarazioni programmatiche ci sono state appena 22 ore prima della riunione consiliare? La conseguenza – ha spiegato ancora – è che non le ho potute leggere come era necessario». Il sindaco proprio su quest’ultimo aspetto ha rassicurato sulla non intenzionalità della situazione: «La legge assegna 90 giorni per presentarle. Ma ho voluto fare il passaggio subito, proprio perché c’è l’interesse per le vostre idee e soluzioni». C’è, dunque, da prevedere che il primo cittadino insisterà sulla linea. Forte dei 10 esponenti della lista “Andrea Soddu Sindaco”, diventata il partito più forte, tanto da essere prossimo a una forza in grado di fare da sé, come potevano nella prima Repubblica i monocolori democristiani. Condizione rafforzata con la scelta, per due incarichi esterni di giunta, di altrettanti ex assessori della Regione: uno preso al Pd, ossia dal centro-sinistra ufficiale, e l’altro, un Riformatore, dalla parte al primo avversa. L’ecumenicità come stato politico ideale per amministrare, con profitto e senza grattacapi, che Soddu cerca anche nell’aula del Consiglio. Le prossime sedute diranno meglio chi esaudirà il desiderio del primo cittadino. In questo momento è facile pronosticare per Soddu una navigazione meno perigliosa rispetto al mandato precedente. La minoranza, di destra e sinistra, per cinque anni l’ha contrastato in maniera compatta e condotto a un passo dalla caduta. Oggi, invece, i gruppi di minoranza hanno già espresso idee diverse sul come vivere il rapporto col sindaco e le sue stesse proposte per vivere uniti, anche come tributo allo stato di emergenza sociale.

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