Microcateteri introvabili, la crisi infinita della sanità – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Che il polverone (mediatico e politico) sollevato sul San Francesco di Nuoro possa offuscare le eccellenze dell’ospedale, può essere un’argomentazione fondata. Che le criticità che contraddistinguono alcuni servizi ospedalieri siano, invece, certificate, lo dicono i fatti. Prendiamo, ad esempio il caso del servizio di radiologia interventistica. Qui, a mancare, non sono solo gli specialisti ma talvolta anche alcuni dispositivi utilizzati nelle procedure radiologiche d’urgenza. Se l’inadeguatezza della pianta organica è testimoniata dalla vicenda del paziente di un paese del Goceano che, arrivato al pronto soccorso nuorese con un emorragia cerebrale è stato trasferito in ambulanza al Brotzu perché in reparto non è stato possibile sottoporlo ad un’angiografia, la carenza dei micro cateteri utilizzati per fermare i sanguinamenti in arterie particolarmente piccole è, da mesi, al centro di richieste urgenti e solleciti con comunicazioni formali.

La prima richiesta dei kit per l’embolizzazione risale ai primi di marzo e arriva, come di dovere, all’attenzione dell’Ats. Che non risponde. Una nota di sollecito, con carattere d’urgenza, viene inviata il 22 aprile scorso, all’indomani del concitato trasferimento del 58enne di Burgos deceduto dopo una settimana nell’ospedale cagliaritano. Tuttavia la situazione ancora non si è sbloccata: a ieri, dei piccoli cateteri che servono per il trattamento in “urgenza indifferibile” di pazienti con sanguinamento in corso, non si è vista neanche l’ombra. A sveltire il farraginoso iter che caratterizza le forniture in sanità non è servita neanche una circostanziata segnalazione fatta a inizio settimana, durante la seduta sul caso Nuoro della commissione sanità del Consiglio regionale, svoltasi alla presenza dell’assessore regionale, Mario Nieddu, e del commissario straordinario Ats, Massimo Temussi. Appunti alla mano, il consigliere di Leu, Daniele Cocco, ha ripercorso non solo la vicenda del paziente di Burgos ma ha sottolineato anche il mancato arrivo degli indispensabili dispositivi nel servizio di radiologia interventistica. «Ci sono due livelli di responsabilità: una locale, della Assl, e una regionale dell’Ats. In questo caso, considerati che gli acquisti seguono una procedura centralizzata in capo all’azienda unica e non di ogni singola area, la responsabilità è regionale» ha dichiarato il vice presidente dell’organismo consiliare.

Potrebbe sembrare una lungaggine burocratica di poco conto se non fosse che quest’ulteriore criticità si innesta su quelle di un servizio d’eccellenza, e come tale difeso a spada tratta dal commissario Temussi al pari degli altri reparti del San Francesco, rimasto però a corto di personale. Nella sezione di radiologia vascolare ed interventistica dell’unità operativa del presidio nuorese, sono rimasti un solo medico angiografista, che non riesce a garantire la copertura dei turni notturni e festivi, e due tecnici di radiologia. Anche l’intero reparto, chiamato a svolgere essenziali attività di diagnostica con esami di radiologia tradizionale, esami senologici, ecografie, risonanza magnetica e tac, paga pesantemente lo scotto della drastica riduzione del personale andato in pensione o trasferito e mai sostituito.

Un mancato turnover che ha sortito un duplice risultato: da una parte turni di lavoro estenuanti per gli operatori, dall’altra liste di attesa bibliche per i cittadini che devono aspettare mesi per un esame diagnostico.

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