Mentre Nieddu fa il blitz a Nuoro la Cherchi lo cerca a Cagliari – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Mentre l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, piomba al San Francesco per una visita inaspettata, la commissaria straordinaria della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi è a Cagliari nel tentativo (sinora vano) di mettere a segno una delicata campagna acquisti per il presidio ospedaliero nuorese da tempo a corto di specialisti. Qui, con sua grande sorpresa, e forse anche con un pizzico di indignazione, viene a sapere della trasferta barbaricina del massimo responsabile della sanità isolana. Se ci sia stato un “qui pro quo” dovuto ad un’errata comunicazione tra Cagliari e Nuoro, o se questa visita sia stata volutamente non preannunciata, non è dato saperlo. Fatto sta che la dirigente Assl, del tutto ignara del blitz dell’assessore e del suo capo di gabinetto, viene a conoscenza della sortita di Nieddu al San Francesco nel capoluogo isolano. L’assessore, nel visitare buona parte dei reparti, può vedere con i suoi occhi cosa funziona e cosa no.

Ciò che non funziona non è certo attribuibile ai medici del presidio che costretti a sobbarcarsi turni di lavoro massacranti, spesso ai limiti della legalità, fanno i salti mortali per continuare ad assicurare un livello accettabile di assistenza ai pazienti, e nemmeno agli altri operatori sanitari. Tante le denunce, affidate ai rappresentanti istituzionali del territorio e alle associazione dei malati, che si sono susseguite nei mesi scorsi e che non hanno sortito alcun risultato concreto. Giusto per tornare all’ultima emergenza – che emergenza non è visto che di questa criticità si parla ormai da giugno – i medici del pronto soccorso continuano a sobbarcarsi turni ai limiti dell’umano. Scongiurata, pare, la possibilità che al San Francesco si ricorra a medici in affitto, così come è successo a Ghilarza e al pronto soccorso del San Martino di Oristano, c’è da evitare che l’enorme mole di lavoro possa trasformarsi in un rischio per gli operatori che spesso si trovano ad affrontare il turno in 2 con decine e decine di accessi.

Una problematica, quella della sicurezza sul lavoro dei medici, che prima o poi dovrà essere affrontata non solo per i pazienti ma anche per i camici. Quelli del pronto soccorso sono appena 7, più la direttrice facente funzioni, mentre dovrebbero essere 18, quindi più del doppio.

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