Medici di base, Macomer resta ancora in emergenza – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Nonostante poche settimane fa si sia corsi ai ripari, innalzando il massimale da 1500 a 1800 pazienti, la questione della carenza medici di famiglia a Macomer resta comunque aperta. E bisognosa di soluzioni definitive, dato che il provvedimento “tampone” avrà una durata di sei mesi. Nell’immediato, poi, si rende necessario far fronte a un altro problema. Lo scorso 10 maggio Mauro Monni, sostituto di Gasparino Demontis, in pensione da un anno, ha lasciato l’incarico. A oggi il suo posto è vacante, con buona pace dei pazienti costretti a rivolgersi agli altri sanitari per farsi prescrivere ricette, esami o anche solo per sottoporsi a una visita di routine.

Un disagio per i cittadini e un surplus di lavoro per i dottori che già hanno dovuto prendere in carico 300 assistiti oltre il limite previsto. La questione, com’è noto da tempo, è complicata. Alla base c’è la mancanza di camici bianchi. Colpa del numero chiuso che limita l’ingresso nelle facoltà di medicina, secondo molti. Sta di fatto che a Macomer, come in decine di città e paesi dell’isola, accade che i bandi per l’assegnazione degli incarichi provvisori di assistenza primaria continuino ad andare deserti. È proprio l’assenza di candidature che ha indotto la Assl di Nuoro a innalzare il numero degli utenti per ciascun dottore.

Nel frattempo si spera che qualcuno risponda “presente” alla nuova manifestazione di interesse necessaria per poter sostituire Mauro Monni. A quanto parrebbe, stavolta, potrebbero esserci buone probabilità che ciò avvenga e in tempi neanche troppo lontani. L’emergenza pandemica ha reso indispensabile l’impiego di giovani medici su più fronti, le Unità speciali di continuità assistenziale ne sono un chiaro esempio. Raggiunta l’immunità di gregge, l’obiettivo sarà quello di riuscire ad assegnare ai giovani dottori i posti vacanti di medicina generale. Se così fosse, sembrerebbe allontanarsi un’altra delle ipotesi al vaglio del Distretto sanitario di Macomer. Nelle ultime settimane, pur di garantire le attività diurne di ambulatorio, era stata presa in seria considerazione la possibilità di avvalersi di una delle quattro guardie mediche in servizio nella città del Marghine.

A oggi, però, niente può essere dato per certo ma neppure escluso a priori. Di sicuro c’è solo che bisognerà attendere l’evolversi della situazione. Insomma, i pazienti dovranno essere ancora più pazienti di quanto non lo siano stati fino adesso.

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