Mancaspazio alla scoperta dei giovani sticker artists – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Mancaspazio non manca di stupire. Incessante l’attività di promozione in pieno centro storico, in via della Pietà, a Santu Predu. Sempre stimolanti e originali le proposte all’attenzione del pubblico. Stavolta è la mostra “Stuck in the middle” ad attirare i riflettori. Una mostra personale di Francesco Mariani, grafico e pittore nuorese classe 1981, che verrà inaugurata domani sera, alle ore 18, nei locali appunto di Mancaspazio. L’esposizione, a cura di Chiara Manca, resterà aperta dal martedì al sabato, dalle 18 alle 20. Per l’occasione grazie ad una call sui social verranno realizzati una serie di pannelli completamente ricoperti da adesivi donati da decine di sticker artists provenienti da tutto il mondo, verranno incollati anche gli sticker realizzati da giovani artisti e grafici nuoresi e che l’artista Marco Pautasso realizzerà per la prima volta un’opera a Nuoro. L’intento è quello di dare visibilità ad una forma d’arte ancora tutta da scoprire in Sardegna, grazie anche alla collaborazione con gli artisti dell’isola che da anni si occupano di sticker e poster. Tutti i soggetti dipinti da Mariani sono effettivamente adesivi o sono contornati da adesivi e riportano alla similitudine adesivo/ricordo e al parallelismo fra i due. Se da bambini o da ragazzini gli adesivi sul diario, sulle pareti di camera, sul cellulare (per le nuove generazioni) erano e sono ancora oggi imprescindibili per rappresentare un’idea, un’appartenenza, una passione, in età adulta diventano immagini di nuove, tenere e spesso inutili nostalgie. «Un adesivo – si legge in una nota – magari attaccato da anni, a volte in strada, altre su un mobile o sullo specchio, cambia e contemporaneamente muta anche il nostro legame con ciò che rappresenta e la nostra percezione di quelle immagini. Le opere di Mariani attraverso selfie, screenshots, istantanee e fotografie rubate, raccontano momenti del quotidiano che chiunque vive o ha vissuto». Di uno sticker sbiadisce l’immagine, i contorni si consumano, spesso viene rimosso, strappato, ma qualcosa si attacca alla superficie su cui è stato incollato e difficilmente verrà via, lascia un segno visibile e tangibile del suo passaggio e così fanno i ricordi, così gioca la memoria, così funzionano le nostre fotografie mentali di momenti o attimi. “Stuck in the middle” resterà aperta fino al 29 gennaio.

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