Manca il medico di base: “sciopero” dello screening

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USSASSAI. Il medico di famiglia arriva a Ussassai, anzi no. E ora il paese potrebbe inscenare una clamorosa protesta sino a snobbare il secondo round dello screening regionale anti Covid 19. Il carosello di annunci e smentite sulla presenza dell’importante figura sanitaria nel paesino è andato avanti per tutta la giornata di ieri, quando il sindaco Chicco Usai, che dietro rassicurazione dei vertici Asl aveva annunciato sul sito istituzionale la ripresa del servizio con tanto di giorni e orari, ha appreso che il professionista non avrebbe più preso servizio nell’ambulatorio di via Nazionale perché economicamente non conveniente.

«Sono letteralmente cascato dalle nuvole. Credevo che il problema, seppure temporaneamente, fosse stato risolto. Così invece non è e io mi trovo nella condizione di dire ai miei concittadini che il medico continuerà a rimanere un miraggio», tuona il primo cittadino ussassese che è pronto a ritirare il sostegno dell’amministrazione comunale per la fase finale del monitoraggio “Sardi e sicuri”, previsto per l’11 e il 12 gennaio.

«Io ci ho messo la faccia, ho bussato a tutte le porte. Sono andato a Lanusei per incontrare di persona l’assessore regionale alla sanità, Mario Nieddu, e fargli presente il disagio della mia comunità. Ora aspetto che i vertici della sanità isolana vengano a Ussassai, lunedì mattina, per convincerci non solo della bontà dello screening ma anche dell’efficacia della loro azione a tutela del diritto alla salute di ogni cittadino sardo», attacca ancora l’amministratore che, ripresosi dall’inattesa doccia fredda, ha subito scritto al prefetto di Nuoro.

La Asl di Lanusei, dal canto suo, non sa più che pesci prendere. «Stiamo cercando un medico disposto ad assumere l’incarico provvisorio in attesa che si proceda a nominare il titolare dalla graduatoria del 2018», sottolinea Sandro Rubiu, a capo del distretto sociosanitario ogliastrino che tre anni fa aveva chiesto alla Regione di dichiarare Ussassai zona disagiata per incentivare l’arrivo dei medici. Una soluzione tampone, che nel paesino però hanno vissuto come l’ennesimo, sonoro ceffone, è la disponibilità di una guardia medica a garantire il servizio a Seui per qualche ora durante la giornata.

I due paesi sono rimasti senza medico di base dal 2 gennaio, i bandi della Asl sono andati deserti e il malcontento sta montando, in particolare ad Ussassai dove non c’è neanche la guardia medica notturna che, all’occorrenza arriva da paese vicino ma pur sempre distante 16 chilometri, 16 chilometri che d’inverno si fanno interminabili. E proprio all’indomani della morte di un’anziana donna del paese, trasportata in ambulanza all’ospedale di Lanusei dopo l’intervento della guardia medica, il sindaco ha preannunciato un esposto alla Procura di Lanusei. «Il mio dovere – conclude Usai – è impedire che alla mia comunità venga a mancare un’adeguata assistenza sanitaria».

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