Macomer torna in palestra «Ora il peggio è alle spalle» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. «Siamo felici di aver riaccolto i nostri iscritti e ripreso le attività, allo stesso tempo – ammette Stefano Palazzini – resta un po’ di amaro in bocca». Come previsto dalle direttive anti Covid del Governo, le palestre hanno potuto riaprire lunedì 24 maggio. Una settimana in anticipo rispetto a quanto previsto inizialmente. Il momento era atteso da sette lunghi mesi, eppure gli addetti ai lavori non possono dirsi soddisfatti appieno. Palazzini, titolare del Physical club di Macomer, è consapevole del fatto che una ripartenza alle porte della stagione estiva tutto potrà essere tranne che col botto. «A giugno, luglio e agosto si registra sempre un calo fisiologico delle presenze – sottolinea –. Le persone preferiscono andare al mare, fare una passeggiata o attività sportiva all’aria aperta. Sono pochi coloro che scelgono, comunque, di proseguire gli allenamenti al chiuso. Questo significa che ci attende ancora un periodo difficile sotto l’aspetto economico».

Dello stesso avviso Stefania Giuliani. La personal trainer e titolare del Biosalus wellness club è convinta che si sarebbe potuto fare molto di più per consentire l’avvio degli allenamenti indoor.

«Io e i miei colleghi aspettavamo questo momento dallo scorso ottobre. Sono felice di essere tornata nel mio centro e di aver sollevato la saracinesca anche se non nascondo l’amarezza per le misure riguardo alla nostra categoria. Si sarebbe potuto optare per altri provvedimenti. Ad esempio, consentire la riapertura, nel rispetto delle regole e in totale sicurezza, molto prima. Detto ciò, rimango ottimista. Credo che il peggio sia alle spalle. Ma quelle che ci aspettano saranno settimane lunghe e toste. Ci sarà ancora da stringere i denti e lottare duramente per far sopravvivere le nostre attività».

In molti non sono riusciti a farlo. Non avendo altra possibilità, hanno venduto le attrezzature prima e chiuso i battenti poi. Tanti sono stati costretti a svendere ciò che avevano costruito con i sacrifici e il sudore di una vita. «Io mi reputo fortunata – sottolinea Stefania Giuliani –. Lo stop forzato, causa pandemia, mi ha messo di fronte a un bivio: issare bandiera bianca o reinventarmi. Ho scelto di continuare». I corsi online e le sedute personalizzate sono stati la salvezza per lei e per tutti coloro che hanno trasformato il web in una grande palestra virtuale. «Continuerò a seguire allieve sparse in tutta Italia – racconta Stefania –. Nel frattempo sono cominciati alcuni corsi in presenza. Le lezioni di gruppo, invece, non riprenderanno prima dell’autunno. Poco a poco cercheremo di tornare alla normalità».

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