Macomer scuole chiuse per un’altra settimana – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Nessuna revoca dell’ordinanza. A Macomer le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse fino a lunedì 10 maggio. Sembrava che questa potesse essere la volta buona, invece, il sindaco, Antonio Succu, ha prorogato per la terza volta il provvedimento emesso lo scorso 6 aprile. Continua, dunque, a prevalere la linea della massima prudenza. «Ieri mattina abbiamo riunito il Centro operativo comunale – spiega –. Ci siamo confrontati con l’ufficio dell’Igiene pubblica e alla luce del numero dei contagi che, sebbene in diminuzione, resta comunque ben al di sopra dei 100, abbiamo preferito non far rientrare gli studenti in aula». Decisione non semplice. Anzi sofferta. Tutti sono consapevoli dei limiti relativi alla didattica a distanza e delle ripercussioni che lo stop forzato sta avendo sui più giovani. Anche i dirigenti scolastici hanno sperato fino all’ultimo che i portoni degli istituti potessero spalancarsi già dal 3 maggio. «Così non sarà – sottolinea Massimo De Pau con amarezza –. All’Istituto “Satta” tutto è comunque pronto per la ripartenza. Dispiace dover attendere ancora, allo stesso tempo abbiamo il dovere di rispettare le disposizioni». Il rammarico nasce dalla consapevolezza che, tanti tra gli studenti più fragili, siano duramente provati da questo anno di pandemia. «Le misure restrittive che impongono il distanziamento interpersonale stanno sortendo i loro effetti – ammette De Pau –. Il disagio di alcuni dei nostri allievi, come tanti altri sparsi per l’Italia intera, sta sfociando nell’autolesionismo. Diversi gli episodi che hanno reso necessario l’intervento della psicologa». Un supporto garantito già da quattro anni ma che in questo momento delicato appare quanto mai essenziale. «Da lunedì prossimo, grazie ai fondi regionali, ripartirà il progetto Iscola – sottolinea il preside – e potremo avvalerci di un secondo professionista. È un bene che i ragazzi, i loro genitori e persino gli insegnanti possano contare sulla consulenza di figure preparate e capaci, anche solo per scambiare due chiacchiere». Pure nel vicino Liceo “Galileo Galilei” ne è stato chiesto l’intervento. «Per una classe del biennio – precisa la dirigente, Gavina Cappai – gli alunni hanno mostrato forti segnali di distacco e disinteresse durante la dad. La psicologa, attraverso un intervento della durata di 10 ore, ha cercato di stimolarli e rimotivarli». Storie diverse con un unico climax: la sofferenza degli adolescenti. Vittime inconsapevoli di un virus che toglie il respiro e la libertà.

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