Macomer ritorna Covid free – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Macomer torna a essere Covid free. Era dal 19 maggio scorso che nel capoluogo del Marghine non si registravano zero casi di positività al coronavirus. Nell’ultima rilevazione sulla piattaforma regionale non vengono segnalati neppure soggetti in isolamento. «Questo fa ben sperare, significa che la strada è quella giusta. Nonostante tutto – specifica il sindaco, Antonio Succu – è necessario tenere alta la guardia e proseguire a osservare, rigorosamente, le misure anticontagio». Nel frattempo anche in città continua senza sosta la campagna di immunizzazione. Il punto vaccini territoriale, con sede nel centro polivalente di Sertinu, è operativo due volte a settimana: il mercoledì e il giovedì dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.

«L’affluenza è diminuita. Nell’ultimo periodo si riscontra un calo fisiologico delle presenze – spiega il coordinatore, Antonello Sechi –. Il boom delle prenotazioni si è avuto in primavera e, come largamente ipotizzato, nel periodo antecedente la riapertura degli istituti scolastici. In previsione del rientro in classe, sono stati numerosissimi i ragazzi e le ragazze tra i 12 e 18 anni che hanno deciso di farsi inoculare il siero». Per accedere al servizio è necessario fissare un appuntamento sul sito di Poste italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it, tramite il call center al numero 800 009966 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20), presso gli sportelli automatici degli uffici postali o tramite il portalettere. Sebbene gli utenti siano meno, il loro numero non scende quasi mai sotto i 150. «Insomma la situazione è mutevole – sottolinea Antonello Sechi –. Ci sono giorni in cui riusciamo a vaccinare anche 200 o 300 persone. Da queste cifre dipende, però, la quantità di fiale di Pfizer o Moderna che ci viene assegnata». Pure nella struttura macomerese, come nel resto dell’isola, ha preso avvio la somministrazione della terza dose. La cosiddetta “addizionale” viene iniettata a distanza di 28 giorni dal richiamo. «Serve a potenziare l’effetto dell’antidoto già inoculato e viene consigliata a pazienti molti fragili, come ad esempio i trapiantati. Il “buster”, invece – chiarisce il coordinatore – si inocula dopo sei mesi e un giorno dalla seconda dose. Rafforza la memoria del sistema immunitario e, nell’immediato, sarà disponibile per gli over 80, gli ultrasessantenni fragili, i diabetici, i cardiopatici, gli ospiti e il personale delle Rsa e i sanitari». Al momento, nel punto vaccinazione del Marghine non sono ancora arrivate le scorte dell’antinfluenzale. «Attendiamo disposizioni in merito» conclude Antonello Sechi. Come già accaduto nei mesi passati, anche stavolta si pone il problema degli allettati. Parrebbe che a doverli immunizzare saranno i medici di base, risorse umane permettendo. Alcuni camici bianchi avrebbero già offerto la propria disponibilità.

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