Macomer finiti i vaccini Salta il V-day al palazzetto – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Mancano i vaccini. Così a Macomer è stata annullata la somministrazione prevista per sabato 29 maggio nel palazzetto dello sport. «Ieri, invece, si sono potute inoculare solo le dosi di AstraZeneca e [email protected] avanzate la settimana passata», ha spiegato Silvia Cadeddu ascoltata in commissione Sanità a Cagliari, lo scorso 26 maggio, insieme con una delegazione del Nuorese e del Marghine. «Non c’è più tempo per le chiacchiere. Ci aspettiamo i fatti». Quello della presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria della Assl barbaricina ha suonato come un ultimatum alla politica regionale. Presenti, oltre ai consiglieri del territorio, anche l’assessore regionale Mario Nieddu. «Non siamo andati lì per denunciare le criticità nei vari Distretti – spiega Silvia Cadeddu –. La questione è nota, già da tempo. Eravamo a Cagliari per pretendere risposte. Tra due settimane ci riaggiorneremo. Nel frattempo auspico che vengano programmati gli interventi».

Della scarsa o, peggio, della mancata pianificazione ha parlato il presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer. «Nei piccoli paesi del Marghine – ha sottolineato Ignazio Piras – la carenza dei medici di base è fonte di disagio per i cittadini. Bisogna nominare i sostituti dei dottori andati in pensione. È impensabile incrementare il carico di lavoro per quelli ancora in servizio. Come se non bastasse siamo costretti a subire gli effetti negativi della campagna vaccinale, sempre più a rilento. Mentre in altre zone dell’isola si immunizzano gli over 40, da noi, allettati e ultrasettantenni restano in attesa del siero».

Nell’aula del Consiglio regionale sono risuonate anche le critiche, aspre, del sindaco di Silanus. «Già lo scorso 20 novembre avevo chiesto di essere ascoltato in commissione – ha affermato Gian Pietro Arca durante il suo intervento –. Per lo stesso motivo che mi ha spinto qui oggi: manifestare il più fermo disappunto sulla gestione della sanità nuorese e dei suoi Distretti. Credo ci siano responsabilità politiche ma anche problemi strutturali di amministrazione». Da mesi il primo cittadino denuncia disservizi e ritardi, che si tratti dello smantellamento di alcuni reparti del San Francesco di Nuoro, del ruolo dell’Igiene pubblica nell’emergenza Covid o della campagna vaccinale nel Marghine. «Servono atti concreti per garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini».

Tante le questioni aperte. Dal laboratorio analisi alle nomine dei pediatri di libera scelta nel poliambulatorio di Nuraghe Ruiu a Macomer. Resta, poi, da bandire il numero delle ore di specialistica ambulatoriale. Tutti problemi posti con forza dai sindaci del territorio.

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