Macomer, contagi in salita i casi sono diventati 144 – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. In otto giorni il numero dei contagi a Macomer è passato dai 39 registrati il 2 aprile ai 144 rilevati sabato scorso dalla piattaforma per il tracciamento dei positivi e delle persone in quarantena della Regione. Dalle stime ufficiali emergono, inoltre, 13 soggetti in isolamento e 3 ricoverati in ospedale. Numeri in risalita e destinati, quasi certamente, a cambiare. «Stiamo valutando l’ipotesi di riaprire le scuole dall’infanzia alla prima media sulla base dei contenuti dell’ultimo Dpcm che prevedono la presenza in classe anche in zona rossa » ha fatto sapere il sindaco, Antonio Succu. Provvedimento che, visto l’andamento della curva epidemiologica, inizia a destare qualche preoccupazione tra i cittadini. Se da una parte si auspica la ripresa delle lezioni frontali, dall’altra è grande il timore per il dilagare del virus tra i più piccoli. Intanto da ieri la città del Marghine, come tutta l’isola, si vede costretta a fare i conti con le restrizioni imposte dal lockdown. Bar e ristoranti chiusi. Consentiti solo il servizio d’asporto o le consegne a domicilio. Serrande abbassate anche per parrucchieri, barbieri e centri estetici. Limitazioni pure per gli accessi nei cimiteri e negli uffici municipali. Questi ultimi saranno chiusi al pubblico. Gli utenti potranno essere ricevuti solo per motivate ragioni di urgenza e previo appuntamento telefonico. Le visite al camposanto consentite, dal martedì alla domenica dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18. Saranno obbligatori l’autocertificazione e il rispetto delle misure anti-Covid. Sempre attivo, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20, lo sportello comunale dedicato all’emergenza. Negli stessi giorni e orari sarà, inoltre, possibile concordare il ritiro dei rifiuti prodotti da persone in quarantena o in isolamento fiduciario. Resta operativo il Coc di Protezione civile. Suo il compito di monitorare l’evolversi della situazione. Intanto Macomer è reduce dall’ultima giornata della campagna vaccinale in programma lo scorso 10 aprile. 450 le dosi di AstraZeneca inoculate. Numerosi i volontari scesi in campo. «A partire dai medici che – ha sottolineato Antonio Succu – si sono occupati di effettuare l’anamnesi sui pazienti in coda per la somministrazione del siero». A questi si sono aggiunti personale del Distretto sanitario, infermieri, Oss, Croce rossa, Croce verde, barracelli, dirigenti e operatori del Comune. Il ringraziamento è andato pure agli assessori e al corpo della Polizia locale. «Quello lanciato dalla comunità – ha concluso il primo cittadino – è stato un messaggio di forte coesione».

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