L’ultimo regalo alla vita del comandante Meini – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. Era in attesa di un trapianto di polmoni che avrebbe potuto allungargli la vita. Invece è lui, con la sua morte prematura, che allunga la vita a qualche altro. Con la donazione degli organi, il suo ultimissimo gesto di generosità, Massimo Meini lascia questo mondo regalando ancora speranza e vita. È morto all’alba di venerdì scorso, nell’ospedale di Pavia, dove era seguito ormai da tempo e dove era in lista d’attesa per il trapianto che non ha fatto in tempo ad avere. Nuorese di nascita, il 6 novembre scorso aveva compiuto 61 anni, siniscolese d’adozione, Massimo Meini è stato per oltre due decenni comandante della polizia municipale del capoluogo della Baronia. Non a caso, oggi Siniscola gli renderà omaggio con un picchetto d’onore dei suoi colleghi di lavoro. Il corteo funebre in arrivo da Olbia e diretto a Nuoro (il funerale è previsto per le ore 17 nella parrocchia di San Paolo) farà tappa a Siniscola davanti alla sede della polizia municipale. All’ultimo saluto al comandante Meini parteciperanno anche i rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine. A impartire al benedizione e ad innalzare le preghiere al cielo sarà don Ciriaco Vedele, davanti ai parenti e agli amici che vorranno rendere il loro tributo.

«Una mente geniale, pieno di idee e di buoni propositi» dicono di lui i colleghi di lavoro. «Chi ha avuto l’onore di lavorare con te non può che riconoscerti la tua grande conoscenza, professionalità e precisione – è il messaggio che mandano direttamente al comandante Meini –. Hai accolto sempre tutti indistintamente sia che fossero vigili, ausiliari del traffico o addetti alle pulizie, il tuo animo nobile era sempre attento agli ultimi e alle difficoltà di chi ti stava vicino indistintamente, ne è prova l’ultimo dono che hai voluto fare prima di lasciare questa terra».

Massimo Meini era partito da Nuoro a Pavia un mese fa, insieme alla moglie Vina, per controlli di routine che faceva da quando lottava per l’ossigeno. Sembrava tutto ok, in attesa della chiamata per il trapianto. Da qui la decisione di andare a trovare la figlia Chiara a Bologna, il figlio Andrea lavora a Milano. E proprio a Bologna si è sentito male, improvvisamente. Ricoverato subito nel capoluogo emiliano, è stato poi trasportato in elicottero a Pavia, centro di riferimento che lo seguiva da diversi anni. Nonostante abbia lottato fino alla fine, le complicazioni gli sono state fatali. Massimo Meini ha ceduto lasciando comunque il segno della sua generosità sconfinata.

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