Lotzorai: preso a pugni, muore dopo 4 mesi

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LOTZORAI. L’agonia di Ercole Boi è durata quattro, lunghissimi mesi. L’uomo è morto senza aver mai ripreso conoscenza, dopo aver sbattuto violentemente il capo a terra di un bar in seguito ad una lite. Boi, 56 anni, originario di Gairo ma residente da tempo a Lotzorai, è deceduto nella prime ore di ieri mattina in un letto della clinica Tommasini di Jerzu dove, da mesi, si trovava ricoverato in stato di coma profondo.

Era rimasto coinvolto in un alterco in un bar nel centro del paese: al culmine della discussione – almeno secondo la ricostruzione degli investigatori – venne colpito da un pugno sferrato da Nicola Piras, 32enne di Tortolì e cadde pesantemente al suolo. In quel momento non fu chiesto l’intervento dei carabinieri e nemmeno del 118. Il 56enne tornò a casa ma, durante la notte, si sentì male. Soccorso dagli operatori del 118, entrò in coma. Ricoverato dapprima all’ospedale di Carbonia e poi nella struttura sanitaria jerzese, Boi non si è mai ripreso. Le sue condizioni si sono aggravate sino al tragico epilogo di ieri.

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Adesso, per il giovane tortoliese, difeso dall’avvocato Marcello Caddori, si apriranno scenari decisamente più pesanti: con la morte della vittima, l’accusa di lesioni gravissime e omissione di soccorso, che gli è stata contestata inizialmente, si trasformerà in omicidio preterintenzionale. La drammatica vicenda ha preso il via il 9 settembre scorso con il concitato alterco nel locale.

La mattina successiva al violento litigio, i carabinieri di Santa Maria Navarrese, in seguito alla segnalazione del personale sanitario intervenuto nella casa della vittima, trovarono l’abitazione in ordine. Nell’appartamento di Boi i militari non riscontrarono nessun segno di lotta, tuttavia il 56enne presentava ferite sul viso che sin da subito avevano destato forti dubbi. Le lesioni riportate da Ercole Boi, infatti, non erano compatibile con una caduta nel luogo del ritrovamento. Pochi giorni di indagini serrate, coordinate dalla Procura di Lanusei, e la decisione del magistrato Biagio Mazzeo, a capo dell’ufficio giudiziario ogliastrino, di disporre il fermo nei confronti di Nicola Piras.

Inizialmente denunciato a piede libero, Nei suoi confronti, a fine settembre, era dunque scattato il fermo perché ritenuto responsabile dell’aggressione. Erano stati gli stessi carabinieri della frazione costiera che avevano condotto le indagini ad arrestarlo mentre si trovava nella sua abitazione di Tortolì e a trasferirlo nel carcere San Daniele di Lanusei. Qualche giorno dopo, il tribunale del Riesame accolse l’istanza di scarcerazione del suo difensore. Piras lasciò la casa circondariale lanuseina e, come unica misura cautelare, venne costretto all’obbligo di dimora nella cittadina dove ha la residenza. Ora la tragica notizia che avrà come conseguenza l’aggravamento della sua posizione nei confronti della giustizia.

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